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Eiger: l’odissea del ’57 diventa un film

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LECCO — Duemila metri di ghiaccio e roccia insidiosi e strapiombanti. Una parete terribile, che ha stregato alpinisti di tutte le epoche, chiesto loro sforzi immani e troppi sacrifici. Due alpinisti italiani alla ricerca del primato nazionale, due tedeschi con cui stringere una sfortunata alleanza. E poi la tragedia, l’operazione di soccorso più imponente del secolo e le polemiche.

L’avvincente storia del 1957 di Claudio Corti e Stefano Longhi sulla Nord dell’Eiger sta per trasformarsi in un kolossal del grande schermo.
 
La sceneggiatura porta la firma inglese di Bill Beech, docente di fotografia all’Università di Brighton e già autore della pellicola “Silent scream”,  premiata al Festival di Berlino nel 1990. E’ già stata depositata ed è pronto lo screenplay, che chi ha avuto la fortuna di vedere definisce un magico incontro di immagini d’epoca, spettacolari riprese d’oggigiorno che già toglie il fiato.
 
Il film verrà proposto nientedimeno che a Martin Campbell, regista di “Vertical Limit”, Kevin McDonald di “Touching the Void” e perfino Ron Howard, del “Codice Da Vinci”. Ma anche a produttori italiani e tedeschi. Alla ricerca di un alleato una delle realizzazioni più spettacolari del cinema internazionale.
 
Nei giorni scorsi, Beech si è recato a Lecco, patria di Corti e Longhi, per effettuare un sopralluogo con alcuni collaboratori, sulla Grigna e sul Resegone. Si è incontrato con Alberto Pirovano, presidente dei Ragni di Lecco, con cui è ormai avviata una proficua collaborazione. E soprattutto con Claudio Corti, unico sopravvissuto di quella tragica avventura di mezzo secolo fa.
 
Un’avventura fatta di sfortuna, errori, ritardi. Scariche di sassi, notti al gelo, ferite laceranti. I soccorsi durarono 9 giorni e coinvolsero i più grandi scalatori del mondo. Per una settimana tutti gli occhi era puntati lassù, su quel terribile gigante svizzero di 3.970 metri per cui tutti gli alpinisti perdevano la testa.
 
Per Longhi e i due tedeschi non ci fu nulla da fare. Morirono lì, e i loro corpi, inghiottiti dal ghiaccio, furono recuperati solo negli anni successivi. Per Corti avvenne un vero miracolo: era la prima volta che qualcuno veniva salvato su quella micidiale parete.
 
Ma non è ancora un lieto fine. Perché per Corti l’incubo non finì, ma si trasformò in un vortice di veleni e perfino di accuse d’omicidio provenienti dai cugini d’oltralpe. Polemiche che coinvolsero anche la terra lecchese, non ancora del tutto sopite. Su cui forse arriverà a far luce questo straordinario film, la cui sceneggiatura porta anche l’esclusiva firma del protagonista: Claudio Corti.

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