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Cipra Italia: fermiamo l’eliski con una legge nazionale

TORINO — “Negli altri Paesi alpini l’utilizzo ludico dei velivoli a motore o è vietato o è seriamente regolamentato, in Italia vige una sorta di deregulation dove ognuno fa, impunemente, quello che gli pare. CIPRA Italia, anche a nome delle associazioni aderenti, torna a sollecitare il Parlamento affinché venga seriamente disciplinato a livello nazionale il sorvolo con velivoli a motore in zone di montagna. Non esiste altra attività “sportiva” che vada a beneficio di così poche persone e che invece rechi disturbo a molti”. E’ durissimo l’intervento della Cipra (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) sulla questione eliski, con un comunicato diramato ieri 20 gennaio 2015 a firma del Consiglio direttivo.

“La recente clamorosa decisone di Giuseppe Miotti di dimettersi dall’Associazione delle Guide Alpine Italiane, in polemica con l’accondiscendenza verso la pratica dell’eliski da parte di questa e con l’attribuzione del patrocinio ad una manifestazione di free ride da parte del Collegio delle Guide Regionali Lombarde, ci offre lo spunto per tornare a sollecitare una rigorosa normativa a livello nazionale in materia di sorvolo a bassa quota degli elicotteri (non solo eliski) per scopi ludici – scrive la Cipra nel comunicato, che riportiamo integralmente -. Mentre negli altri Paesi alpini l’utilizzo ludico dei velivoli a motore o è vietato o è seriamente regolamentato, in Italia vige una sorta di deregulation dove ognuno fa, impunemente, quello che gli pare. Si aggira il divieto perfino nelle Province Autonome, e nemmeno nelle aree protette si riesce ad ottenere il silenzio dei rotori.

Non esiste altra attività “sportiva” che vada a beneficio di così poche persone e che invece rechi disturbo a molti. Per il trasporto in alta quota di poche persone, un’intera valle è costretta a subire per molte ore il rumore di un elicottero. Per la fauna selvatica, specie nel periodo invernale, il rumore dell’elicottero può essere fatale o provocare l’abbandono dei quartieri di svernamento verso aree meno appropriate. L’apparizione dell’elicottero – spesso improvvisa – provoca la fuga precipitosa degli animali che, in preda al panico, percorrono grandi distanze con un elevato dispendio di energia.

Sappiamo che la stragrande maggioranza delle guide alpine non pratica eliski e che le ricadute economiche di questa attività sono del tutto marginali; anzi, laddove questa viene praticata aumentano proprio le lamentele dei turisti che in maniera crescente si avvicinano alla montagna invernale in modo silenzioso, con ricadute positive per le stesse guide oltre che per gli operatori economici del territorio montano. Per queste ragioni CIPRA Italia, anche a nome delle associazioni aderenti, torna a sollecitare il Parlamento affinché venga seriamente disciplinato a livello nazionale il sorvolo con velivoli a motore in zone di montagna.

Riteniamo possano essere presi in considerazione e tenuti come base del confronto i disegni di legge che nel 1998 erano arrivati ad un passo dalla approvazione e che avevamo in gran parte condiviso. CIPRA Italia è disponibile a riprendere un confronto serrato, urgente, che porti il nostro Paese a regolamentare con efficacia l’attività degli elicotteri in montagna.

Dopo Miotti, al quale va tutto il nostro apprezzamento, auspichiamo che anche altre guide alpine – e meglio ancora sarebbe se lo facesse l’associazione che li rappresenta – prendano il coraggio di venire allo scoperto e denunciare l’insensatezza di attività come l’eliski che fanno della montagna un banale lunapark ad uso e consumo dei turisti per lo più inconsapevoli dei danni e dei pericoli che il loro divertimento provoca”.

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9 Commenti

  1. Scrivo in qualità di direttore di una scuola sci, composta da 38 maestri di sci e guide alpine, nonchè gestori della pratica dell’heliski nel comune di Macugnaga.
    Inviterei la nobile CIPRA ad informarsi prima di emettere comunicati che ignorano in toto la realtà economica ed ambientale della quale parlano. Informarsi delle famiglie che di heliski vivono, guide, maestri, alberghi, attività commerciali, ristoranti, rifugi, insomma chi in montagna vive. A nessuno sembra strano che la totalità delle persone che si schierano contro l’heliski non vivono di montagna? Una guida che rinuncia al suo titolo a parer mio non ha bisogno di lavorare come guida, e non ha fatto i sacrifici che quasi tutto per potersi fregiare di un titolo che permetta di “lavorare e vivere a casa”.
    E come essere contrari alle automobili in città e non abitare in città e minimamente conoscere la realtà della situazione, per poi continuare ad utilizzare l’auto a casa propria…continua…

  2. …continua…Forse i “signori” di CIPRA non hanno mai visto un elicottero in montagna, perchè io personalmente non ho mai visto animali scappare terrorizzati. Ed infatti i vincoli ambientali (e sono parecchi e molto restrittivi in tutta Italia, forse in valle d’aosta le cose vanno un po’ meglio) si rifanno unicamente al passaggio al suolo degli sciatori. E se tanto mi da tanto scialpinisti e ciaspolatori passano molto più tempo all’interno dei nostri territori montani, facendo ancora più “danni”…continua…

  3. …continua…Se vogliamo essere coerenti fino in fondo applichiamo in tutto il Paese ordinanze come a Monesi di Triora, con le quali si vieta ogni attività all’aria aperta, ma non solo in montagna dove noi viviamo e lavoriamo, ma in ogni angolo d’Italia.
    Invito infine tutte le associazioni che si scagliano contro l’heliski ad informarsi realmente ed in modo completo prima di ledere le attività e le vite altrui, magari dialogando direttamente con chi in montagna ci vive 365 giorni l’anno e non ci passa solo poche giornate in vacanza. Sfido a trovare così tanti “nemici” dell’heliski come sembra leggendo i giornali in questi periodi…continua…

  4. …continua…sarò lieto di spiegare la nostra posizione a chiunque voglia dialogare e non imporre qualcosa senza conoscere le realtà territoriali.

    Stefano Lanti
    direttore Scuola Sci Macugnaga
    Heliski Macugnaga

  5. Personalmente trovo molto più fastidiosi moto e quad che scorrazzano, spesso a velocità elevate, sui sentieri di montagna, mettendo a rischio l’incolumità degli escursionisti.
    Per non parlare delle mountain bike che in discesa scendono rischiando di investire chiunque si trovi sulla loro traiettoria.

  6. 11 mesi fa sono rimasto vittima di un incidente in montagna. Risultato: femore distrutto. Sono stato recuperato e portato in ospedale da un elicottero.
    Se i costi fissi di questo mezzo (altissimi) non fossero stati in parte sostenuti dai pochi ricchi che possono permetterselo per fini ludici, forse oggi non camminerei. Non siamo in Svizzera, dove REGA opera con contributi della gran parte della popolazione…
    Prima di parlare, forse sarebbe meglio analizzare gli eventi nel loro contesto.

  7. L’elicottero del soccorso alpino nel tempo libero fa rotazioni a pagamento per i pochi ricchi che vogliono praticare l’eliski? Oppure e’ quello privato delle societa’ di eliski che fa un paio di rotazioni caritatevoli al giorno?
    Non ho capito se era una barzelletta o cosa…
    Tra 15-20 anni (ammesso che ci sara’ ancora neve) il fenomeno eliski sara’ vietato o fortemente limitato come gia’ oggi lo e’ in tanti paese piu’ evoluti del nostro. Gli italiani arrivano sempre dopo…

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