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La grande attesa di El Capitan: occhi puntati su Caldwell e Jorgeson vicini al traguardo della storica impresa

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FRESNO, California – Quella che si sta svolgendo in questi giorni ad El Capitan, in California, è un’impresa attesissima. Non solo dal mondo dell’arrampicata, che da anni segue l’evoluzione di questo progetto – la prima storica salita in libera dell’enorme Dawn Wall, una delle pareti più difficili al mondo -, ma anche da chi questo ambiente lo conosce poco. Tanto che anche la stampa generalista, come gli autorevoli New York Times, il Guardian, o il National Geographic, segue gli eventi passo dopo passo, o meglio, tiro dopo tiro. I protagonisti della vicenda sono gli statunitensi Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson. I due sono in parete dal 27 dicembre: stando agli ultimi aggiornamenti sarebbero vicini alla conclusione del grande progetto.

“La Dawn wall è l’ultima Big Wall che deve essere ancora salita in libera. Quando sei alla base e guardi in su hai davanti una parete ripidissima, verticale, liscia. È diversa da qualsiasi altra libera, è la più difficile che abbia mai affrontato”. Sono le parole usate da Tommy Caldwell nell’intervista rilasciata per il film Valley Uprising, dedicato alla Yosemite Valley. Il climber americano, tra i più forti nel panorama internazionale, e il connazionale Kevin Jorgeson stanno tentando in questi giorni di vincere la grande sfida ancora aperta su El Capitan.

Mille metri di via, 6 anni di studio, allenamento, apprendimento, e ora siamo vicini alla fine di quello che verosimilmente è da considerarsi l’obiettivo della vita. Quale? La prima salita in libera della Dawn Wall, enorme e liscia Big wall di El Capitan, tra le più difficili al mondo.

Tommy Caldwell sulla Dawn Wall (photo courtesy of Tommy Caldwell facebook - Photo @brettlowell)
La Dawn Wall (photo courtesy of Tommy Caldwell facebook – Photo @brettlowell)

Caldwell e Jorgeson hanno iniziato a scalare il 27 dicembre. Scalano spesso di notte e sono praticamente soli in parete. “Ci sono aspetti negativi nel tentare di liberare El Cap in pieno inverno – ha scritto il 3 gennaio Caldwell sulla sua pagina facebook -. Ghiaccio che cade, tempeste che possono arrivare in ogni momento, un violento vento gelido, le dita dei piedi intorpidite. Ma ci sono anche aspetti positivi. Abbiamo la migliore roccia del mondo tutta per noi. Le prese affilate come rasoi sembrano più grandi (quando riusciamo a sentirle) e viviamo in un frigorifero, quindi il cibo non va a male!”

I due stanno cercando di portare a termine la salita con lo stile “team free ascent”, per cui entrambi dovranno riuscire a scalare in arrampicata libera ogni tratto della via. In questo momento Caldwell è ad un passo dalla riuscita avendo completato quasi tutti i tiri più difficili, mentre Jorgenson è leggermente “attardato” a causa di problemi con la pelle delle dita.

I tiri chiave della via, i più difficili, sono proprio questi su cui sono impegnati. Superati questi si troveranno ad affrontare lunghezze di difficoltà minore. “La via è ancora lunga – scriveva il 5 gennaio Caldwell su facebook -, ma il tempo è buono e la motivazione è alta”.

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