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E Asiago finisce in corte costituzionale

ASIAGO, Vicenza — Non si rassegnano a rimanere in Veneto gli abitanti di Asiago e dell’altopiano dei 7 comuni. I responsabili locali hanno chiamato in causa la Corte Costituzionale perchè si pronunci sulla costituzionalità del referendum nel quale hanno votato per la secessione dalla loro attuale regione.

Secondo quanto riferito dal Giornale di Vicenza, il pronunciamento della Corte è atteso in questi giorni e dovrebbe risolvere il contenzioso che si è aperto tra i comuni "secessionisti" (Asiago,  Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo) e il governo.
 
Già, perchè Asiago e gli altri paesi dell’altopiano, nel maggio scorso, avevano votato quasi all’unanimità per separarsi dal Veneto ed essere annessi al Trentino. Ma la loro richiesta, a quanto pare, non sarebbe stata presa nella debita considerazione dal Governo, che non avrebbe presentato al Parlamento il disegno di legge per il loro distacco come previsto dalla legge del 1970 sui referendum.
 
Secondo quella legge, il Governo avrebbe dovuto farlo entro 60 giorni dalla pubblicazione del risultato del referendum sulla Gazzetta Ufficiale. Invece, non è stato così. E i comuni secessionisti hanno chiamato il ministro dell’Interno Giuliano Amato e il presidente del Consiglio Romano Prodi a rispondere di questo davanti alla Corte Costituzionale.
 
Il motivo della mancata discussione e legge parlamentare, però, potrebbe essere presto spiegato con il parere negativo del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige nei confronti dell’annessione dei comuni dell’altopiano. La legge sui referendum impone infatti di sentire i consigli regionali interessati prima di procedere con secessioni e aggregazioni.

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