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Responsabilità penali per gli educatori scout: convegno a Roma con il Cai

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AgesciROMA — Sabato 13 dicembre a Roma è in programma la prima iniziativa a livello nazionale che vede la collaborazione tra il Cai e gli scout dell’Agesci su questi temi. Il Sodalizio intende condividere con gli Scout le proprie conoscenze ed esperienze riguardanti le responsabilità penali di educatori e accompagnatori.

“Mettere a disposizione degli Scout dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze in tema di responsabilità penali di educatori e accompagnatori, in un’ottica di crescente collaborazione con il Club alpino italiano ed i suoi titolati”. Con questo obiettivo il Club alpino italiano partecipa al Convegno “La responsabilità dell’educatore nelle attività scout: profili penali” in programma sabato 13 dicembre a Roma (Università LUMSA, via di Porta Castello, 44, ore 9.45), che vede anche la partecipazione dell’Ordine degli Avvocati di Roma e degli Scout d’Europa FSE.

Si tratta della prima iniziativa a livello nazionale che vede la collaborazione tra Cai e Agesci su queste tematiche, dopo l’incontro tenutosi nel maggio scorso in occasione dell’Assemblea generale dell’associazione Scout. In quella sede era emersa l’esigenza da parte del mondo scout di maggiori approfondimenti sul tema della responsabilità penale di chi conduce i giovani in montagna.

Saranno relatori il Dott. Sergio Colaiocco della Procura della Repubblica di Roma, il Prof. Agostino De Caro dell’Università degli Studi del Molise, l’Avv. Waldemaro Flick della Fondazione Courmayeur e l’Avv. Vincenzo Torti, Vicepresidente generale del CAI. Quest’ultimo interverrà al convegno approfondendo i profili penali dell’accompagnamento di ragazzi in montagna da parte dei Capi Scout.

“Questo appuntamento vuole rinsaldare il nostro rapporto con l’AGESCI, sia in vista della formazione tecnica di chi accompagna i ragazzi in montagna, sia nell’approfondimento delle connesse responsabilità – ha dichiarato Torti – precisando che questa collaborazione avverrà nel pieno rispetto delle specificità delle rispettive associazioni”.

Premessa del tutto, prosegue Torti è che “entrambi abbiamo tra i nostri fini la corretta frequentazione dell’ambiente montano, con competenza e senso di responsabilità da parte di chi, per educare, accompagna. La figura dell’educatore è infatti una peculiarità scout, ma è anche propria dei nostri accompagnatori di Alpinismo Giovanile”.

Cai e Agesci, infatti, ciascuno nel proprio ambito, intendono promuovere nei confronti dei più giovani la conoscenza ed il rispetto dell’ambiente e della fauna che lo popola, la socializzazione e l’apprendimento attraverso attività ludiche e ricreative. Obiettivi da raggiungere anche l’organizzazione di attività in montagna, supportate da accompagnatori adeguatamente formati.

Sotto la frima è scaricabile il pdf del comunicato e il programma del convegno.

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