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Nepal, dopo la tragica bufera nuove regole per il trekking?

Annapurna circuitKATHMANDU — Obbligo di assumere una guida locale e di avere un Gps per la localizzazione. Queste le nuove regole che si vocifera il Governo Nepalese voglia introdurre per i trekking sulle montagne himalayane. La decisione pare sia motivata dai tragici eventi della scorsa settimana, quando una intensa e violenta perturbazione meteo ha causato decine di morti e centinaia di dispersi nella zona dell’Annapurna.

La notizia dell’introduzione di nuove regole per il trekking è trapelata nei giorni scorsi dal governo nepalese. Oltre a misure di sicurezza volte alla localizzazione e alla guida dei turisti sulle montagne nepalesi, il Governo locale vorrebbe migliorare la qualità delle previsioni meteo sulla zona e trovare il modo di diffonderle anche nelle zone remote.

“I trekkers che vorranno addentrarsi sui sentieri di montagna dovranno prendere una guida locale specificamente addestrata – ha detto Tulasi Gautam, rappresentante del Tourism Department – e dovranno noleggiare un Gps che permetta alle autorità di localizzarli in caso di emergenza. Speriamo di introdurre queste regole prima dell’avvio della prossima stagione turistica nella primavera 2015”.

I morti nella zona dell’Annapurna sono stati 43, e 21 di questi erano turisti stranieri provenienti da India, Canada, Polonia, Giappone, Cina e Slovacchia. I restanti erano abitanti di villaggi, guide nepalesi e portatori. I soccorritori hanno recuperato in elicottero ben 518 trekker, di cui 310 stranieri. I trekker si trovavano sull’Annapurna Circuit, uno dei più gettonati percorsi di trekking di tutto il Nepal, o nelle zone limitrofe. “E’ stata la più grossa operazione di recupero mai effettuata in Nepal” ha detto un rappresentante del governo.

“La ragione principale dell’alto numero di incidenti è proprio che gli escursionisti si sono mossi senza guide, e sono andati avanti col loro trekking sperando di sfuggire alla bufera. Per questo vogliamo introdurre nuove regolamentazioni” ha aggiunto Gautam. Oggi, molti dei trekkers che si muovono sulle montagne nepalesi sono indipendenti.

Contrarie, però, sono le voci di alcuni sopravvissuti alla bufera. Di recente sul Mirror, celebre giornale inglese, e su altre testate internazionali, i sopravvissuti hanno duramente criticato il comportamento delle guide nepalesi e dei soccorritori che – a loro dire – non avevano l’attrezzatura e le competenze corrette per risolvere l’emergenza.

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