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Incidenti, 2007 anno nero delle Dolomiti

BELLUNO — Il 2007 è stato l’anno più nero dell’ultimo cinquantennio per gli incidenti: solo sulle Dolomiti si contano 44 morti, 634 feriti e 504 interventi. Davvero un triste record: rispetto al 2006 l’incremento di vittime è stato del 41,9 per cento. Questi i drammatici dati riferiti nei giorni scorsi dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino.

Dati alla mano, non ci sono dubbi: il 2007 è stata decisamente l’annata peggiore degli ultimi 50 anni per gli incidenti sulle Dolomiti. L’aumento del numero di morti e feriti è evidente già al confronto con il 2006, ma si fa ancora più impressionante se si paragonano le cifre con quelle del 2002.
   
"Il numero degli interventi di emergenza – comunica il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico – è aumentato del 51,35 per cento ed il numero delle persone soccorse del 64,68 per cento". "Quarantaquattro le salme recuperate – sottolineano i soccorritori –  un dato statistico tragico che non ha eguali nella ultra cinquantennale storia del Cnasas (il 6,9 per cento delle persone soccorse), dato che rappresenta il più 41,94 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando furono 31".
   
I numeri, trasmessi dalle 20 Stazioni dislocate nell’area del bellunese e dal Servizio dell’Elisoccorso, dimostrano da un lato il successo turistico delle Dolomiti, e dall’altro un’alta impreparazione dei frequentatori delle montagne, che evidentemente si espongono troppo spesso a gravi rischi.
   
Secondo il Soccorso Alpino, la causa principale degli incidenti sarebbe la mancata preparazione fisica e psicofisica. Per questo "è necessario potenziare, con adeguate campagne di sensibilizzazione, la prevenzione e l’informazione, soprattutto diretta al mondo della scuola e dell’associazionismo".
   
"Una persona su tre – si legge nel rapporto del Soccorso Alpino – viene soccorsa per ragioni non imputabili al fattore ambientale ma alla superficialità con la quale si affronta il sistema montano". "Il 38,8 per cento di incidenti – aggiungono e’ ascrivibile alla scivolata su sentiero, neve e ghiaccio o alla caduta".
  
Per quanto riguarda le attività, emerge che le più pericolose sono l’escursionismo, con il 38,96 per cento, l’alpinismo e ferrate con il 16,40 per cento, lo sci con il 17,67 per cento. Infine salgono al 4,57 per cento gli incidenti in cui sono state coinvolte auto e moto, il  triplo rispetto agli anni scorsi.
 
 
 
Valentina d’Angella
 

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