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Fusione dei ghiacciai e accesso ai rifugi: l’esempio della Passerelle de Corbassière

Passerelle du Corbassiere (Photo courtesy lenouvelliste.ch)
Passerelle du Corbassiere (Photo courtesy lenouvelliste.ch)

BAGNES, Svizzera — E’ lunga 210 metri e sospesa nel vuoto ad un’altezza di 70 metri la “Passerelle de Corbassière”, un ponte sospeso inaugurato quest’estate in Svizzera, sul ghiacciaio del Grand Combin, per garantire l’accesso al rifugio Cabane de Panossière. La passerella è stata voluta per ovviare ai problemi d’accesso creati dai cambiamenti climatici sul ghiacciaio ed ora è stata presa ad esempio dalla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur che sta conducendo un’indagine sul tema nell’ambito del progetto “Eco innovation en altitude”.

La passerella, realizzata tutta in acciaio, si trova nel canton Vallese, sul versante nord del massiccio del Grand Combin e sulla frequentata Haute Route Tour Combin. Il rifugio Panossière, a cui regala l’accesso, sorge a 2641 metri proprio sul limite della morena del ghiacciaio, che si muoveva di diversi metri ogni anno rendendo pericoloso il passaggio degli escursionisti.

“Questa passerella è già oggetto di studio da parte di Fondazione nel progetto Eco innovation en altitude – riferisce la Fondazione Montagna Sicura – e costituisce una delle soluzioni per la messa in sicurezza delle vie di accesso ai rifugi in conseguenza dei cambiamenti climatici”.

La Fondazione sta conducendo un’indagine, a livello di arco alpino, relativamente agli impatti dei cambiamenti climatici sugli accessi all’alta montagna e proprio lo scorso mese di settembre ha organizzato ed ospitato nella sua sede a Courmayeur la prima riunione tecnica transfrontaliera sul tema della gestione delle vie di accesso ai rifugi d’alta quota in conseguenza dei cambiamenti climatici.

“L’attività è volta a raccogliere le pratiche di adattamento e di messa in sicurezza degli accessi ai rifugi – si legge sul sito dell’ente valdostano – ad identificare gli elementi di responsabilità giuridica e a proporre strumenti di aiuto alla decisione ad uso dei gestori di rifugio e delle amministrazioni locali”.

Info: Fondazione Montagna Sicura

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