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Neve su quasi tutto il Nord Italia

BERGAMO — La aspettavamo per Natale, ci speravamo per Capodanno. Alla fine è arrivata: portata da una perturbazione atlantica, la neve sta scendendo a larghi fiocchi su montagne e valli del Nord Italia, formando un candido mantello che in molte zone potrà superare i 40 centimetri.

Le prime avvisaglie si sono avute ieri, con nevicate sparse sulle montagne e qualche rado fiocco caduto in pianura. Ma da questa notte la neve ha iniziato a scendere copiosa su tutte le Alpi e anche in pianura: per la gioia di grandi e piccini, che potranno godersi gli ultimi giorni di vacanza circondati da un paesaggio imbiancato.
 
Secondo il metereologo Giuliacci, nel pomeriggio nevichera’, anche in pianura, su Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, entroterra ligure, Trentino, Veneto, Friuli ed Emilia. Nevicate sui rilievi, solo oltre 800-1000 metri.
 
Le precipitazioni nevose dovrebbero durare per circa tre giorni, con picchi di intensità nel pomeriggio di oggi e soprattutto sulle Prealpi e Alpi occidentali. Lo zero termico è intorno ai 500 metri di altitudine, in abbassamento durante la notte.
 
Da domani pomeriggio, le nevicate dovrebbero comunque diminuire in pianura e trasformarsi in piogge a causa del rialzo delle temperature influenzato dall’arrivo dello scirocco.
 
Intanto, le temperature sono andate a picco in alcune località venete. Freddo a meno 10 gradi nel fondovalle di Cortina d’Ampezzo (Belluno), dove non nevica. Una spruzzata di neve si è avuta anche sulle prealpi tra il veronese e il vicentino.
 
Attenzione, però. La neve porta una magica atmosfera ma anche molti disagi, principalmente sulle strade. Molti gli allerta della protezione civile in diverse zone del Nord. Tutti gli automobilisti sono chiamati all’uso di pneumatici da neve e a dotarsi di catene a bordo, soprattutto nelle zone montane. Nonchè, ovviamente, a guidare con prudenza.
 
Massima attenzione anche per chi ha intenzione di sfruttare la neve fresca per escursioni o uscite di scialpinismo. Se fino a ieri il manto nevoso sulle Alpi era generalmente consolidato, secondo i bollettini Aineva il pericolo valanghe è in veloce aumento.
 
La brina in superficie, infatti, ostacolerà il collegamento tra i vecchi e i nuovi strati di neve, che oltre i 2000 metri potranno oltrepassare lo spessore di 40 centimetri. In queste situazioni sarà possibile il distacco di valanghe anche con debole sovraccarico. Particolarmente pericolosi i versanti ripidi e i canali con depositi di neve ventata.
 
Sara Sottocornola
 

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