Ambiente

Salute delle Alpi, Legambiente assegna le bandiere nere e verdi

Al comune di Cerveno, in Lombardia, è stata assegnata la bandiera verde per "l'impegno nella cura dell’ambiente e nel rispetto del territorio in un'ottica di valorizzazione del passato nel rispetto dei luoghi." (Photo Luca Giarelli courtesy of Wikimedia Commons)
Al comune di Cerveno, in Lombardia, è stata assegnata la bandiera verde per “l’impegno nella cura dell’ambiente e nel rispetto del territorio in un’ottica di valorizzazione del passato nel rispetto dei luoghi.” (Photo Luca Giarelli courtesy of Wikimedia Commons)

ROMA — Sono 8 le bandiere nere e 10 le bandiere verdi assegnate da Legambiente nel dossier annuale Carovana delle Alpi. La Lombardia è la protagonista sia tra i “buoni” che tra i “cattivi”: la Regione ha infatti conquistato il maggior numero di bandiere, tre, sia per quanto riguarda le azioni dannose verso la montagna, sia per quelle che evidenziano la tutela dell’ambiente alpino.

Legambiente continua a redigere, ormai da 14 anni, il dossier della Carovana delle Alpi, che come sempre viene confezionato selezionando e verificando i casi segnalati sull’arco alpino italiano. A fianco alle buone pratiche che, nonostante la crisi economica, faticosamente stanno emergendo un po’ ovunque, tuttavia sono ancora frequenti i progetti obsoleti e impattanti. Alla redazione del dossier insieme ai circoli, hanno collaborato i comitati regionali di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia.

Per l’edizione 2014 sono state assegnate 8 bandiere nere e 10 bandiere verdi. Al primo posto tra i “cattivi” spicca la Lombardia, con 3 bandiere nere attribuite rispettivamente alle segreterie dei partiti Partito Democratico (Pd) Südtiroler Volkspartei (Svp) per lo smembramento del Parco dello Stelvio, al Comune di Schilpario per non avere attuato in maniera efficace la regolamentazione dell’utilizzo di motoslitte, alla Provincia di Lecco per aver previsto, anche nella recente revisione del Piano Territoriale di Coordinamento, il potenziamento del polo sciistico Artavaggio-Bobbio con un progetto invasivo di tunnel che dovrebbe collegare le due località.

A Trentino, Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia è stata assegnata una bandiera nera a testa. Le prime due Regioni sono accusate di scelte di sviluppo locale quasi unicamente orientate alla monocultura dello sci e impattanti sull’ambiente montano, quali l’ampliamento delle aree sciabili nella Valle delle Giudicarie e lo studio di fattibilità per nuovi collegamenti sciistici sul Monte Rosa, tra Valtournenche e Val d’Ayas, mentre le altre riguardano rispettivamente edificabilità di terreni a rischio idrogeologico, attività estrattive e manifestazioni motoristiche d’alta quota.

Tra i “buoni” spicca nuovamente la Lombardia che conquista tre bandiere verdi assegnate a: Comune di Cerveno per una politica fatta di scelte coerenti e continuate nel tempo, e di progetti di qualità, per la valorizzazione delle risorse del proprio territorio; comitati di Premana “Salviamo i nostri torrenti” e di Pagnona “Per la difesa del torrente Varroncello” in difesa dei torrenti della Valvarrone dall’assalto delle minicentrali; associazione Mercato&Cittadinanza di Albino per l’impegno nell’individuazione di buone pratiche produttive, nel rispetto dei lavoratori, dell’ambiente e nella ricerca della qualità del cibo e per la loro valorizzazione attraverso un mercato mensile associato ad iniziative culturali.

Piemonte e Friuli conquistano due bandiere verdi a testa grazie ai progetti di turismo sostenibile sul Monviso e di riduzione di consumo energetico in alcuni paesi della Val di Susa la prima e al piano di autosufficienza energetica della Valle del But e alla pulizia dell’Alta Valle dell’Arzino la seconda. Un bandiera verde a Trentino, Liguria e Valle d’Aosta per aziende agricole rispettose dell’ambiente e della tradizione locale, per l’attivazione di buone pratiche nella cura dell’ambiente e nel rispetto del territorio e per la promozione di turismo responsabile.

“L’attenzione che si sta affermando per le aree interne, anche nella nuova programmazione dei fondi comunitari, ci conferma che oggi c’è una domanda nuova di sviluppo per le aree montane. – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – La crisi ambientale, sociale ed economica esplosa intorno ai grandi centri urbani crea una diversa attrattività sociale per queste aree e può indurre un ritorno al protagonismo della montagna . Per il rispetto degli equilibri ecologici e sociali dell’intero territorio è ormai urgente abbracciare un diverso modello, dove le smart city possono intrecciarsi e sostenersi vicendevolmente con le smart mountain.”

“Ecco che allora – ha concluso il presidente – appaiono fuori tempo e fuori luogo tutti quei progetti che non hanno ancora incorporato il concetto di limite di sfruttamento per risorse naturali come acqua, suolo e biodiversità, tanto da rischiare di condannare sé stessi e il territorio al suicidio nel giro di poco tempo. Non capire che oggi le aree montane devono inventare un proprio modello di sviluppo e non imitare quello della pianura è una grande sfida culturale che ha in gioco il benessere di intere popolazioni”.

Infine, nell’ambito della Carovana delle Alpi, quest’anno Legambiente collabora con Cipra Italia alla raccolta di idee per ri-dare vita a molti edifici alpini abbandonati. Un patrimonio edilizio che potrebbe rappresentare un’occasione per pensare in modo partecipato a nuovi utilizzi possibili che rispondano ai reali bisogni delle comunità alpine, contribuendo al processo di sviluppo del territorio montano. I due enti raccoglieranno le proposte fino al prossimo 30 settembre attraverso un modulo on line e presenteranno il materiale raccolto alla Presidenza Italiana della Convenzione delle Alpi, al Ministero dell’Ambiente e alle istituzioni locali.

Il dossier Carovana delle Alpi 2014

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Un commento

  1. Non sapevo delle bandiere assegnate alle località di montagna, non conoscevo Cerveno. Meriterebbe la stessa attenzione delle località balneari con la loro bandiera blu, così gli amministratori avrebbero molti più occhi puntati addosso e i meritevoli sarebbero premiati.
    Sul fantomatico collegamento Bobbio-Artavaggio, giustissimo criticarlo in quanto anacronistico, antieconomico e devastante. Una follia da togliere al più presto da piani e immaginazione.

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