Alpinismo

Ama Dablam, valanga vicino campo 3

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KATHMANDU, Nepal — Una serie di crolli di neve e ghiaccio, uno dietro l’altro. E una valanga che spazza via le corde fisse. Ci sono stati attimi di paura, nei giorni scorsi, sull’Ama Dablam, dove la neve ha iniziato a scaricare con violenza sfiorando i campi alti della via normale. Ma, per fortuna, non c’è stato nessun ferito.

C’erano decine di persone impegnate sulla montagna. Si trattava di alpinisti appartenenti alle spedizioni commerciali di SummitClimb, Adventure Consultants e FieldTouring. Tutti decisi a raggiungere la vetta di quasi settemila metri che svetta sulla Valle del Khumbu, in Nepal.
 
La notte del 19 ottobre, si è temuto per la loro vita. Il seracco pensile sotto la vetta dell’Ama Dablam – quello che nel 2006, crollando, travolse il campo 3 delle via normale uccidendo sei alpinisti – ha iniziato a scaricare di nuovo.
 
Alcuni alpinisti a campo 3 hanno raccontato di aver sentito, per tutta la notte, un continuo rumore di slavine, alcune delle quali avrebbero sfiorato le tende. Il crollo di un enorme pezzo di ghiaccio avrebbe poi travolto le corde fisse e cancellato le tracce sulla via normale.
 
Il giorno successivo due esperti sherpa sono stati inviati lassù per controllare la situazione e riattrezzare la via. E ieri, alcune guide con i loro clienti sono persino riuscite a raggiungere la vetta.
 
Per fortuna, insomma, la valanga sembra non aver avuto importanti conseguenze. E dopo quella notte infernale, la montagna sembra essersi calmata. Ma la vicenda riporta sotto i riflettori le polemiche scoppiate in seguito alla valanga mortale dell’anno scorso: troppa gente sulla montagna? Troppo pericoloso il luogo dove viene installato campo 3? Ai posteri l’ardua sentenza.
 
Sara Sottocornola

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