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Prete si autocelebra il funerale

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SEMONZO DEL GRAPPA, Treviso — Era diventato famoso dieci anni fa per aver celebrato un matrimonio in parapendio sopra le montagne del Veneto. Oggi Don Giovanni Bellò, ha deciso di uscire di nuovo dagli schemi. Come? Registrando su nastro la propria omelia funebre, che risuonerà in chiesa quando arriverà il suo giorno.

Troppo buonismo, troppi complimenti insinceri ai funerali dei preti, anche per quelli che non se lo meritano. Don Bellò, 71 anni, parroco di Semonzo del Grappa, proprio non ci sta a queste omelie smielate. E allora ha pensato bene di fare da sè, sebbene ad oggi si direbbe sano come un pesce.
  
Il "prete volante", come viene chiamato da quando, nel 1997, celebrò un matrimonio in volo durante una discesa in parapendio (nella foto), ha registrato tutto su nastro. Il suo sermone inizia con tre colpi di nocche sul microfono, come se fosse lui che bussa dalla bara, e prosegue per 18 minuti.
  
"Spero di parlarvi dal Paradiso e non dall’Inferno" esordisce il sacerdote. Poi racconta la sua storia di "scorpione" del ’36, rievoca alcuni momenti significativi della propria vita, invita a fare beneficienza e infine a festeggiare la sua morte, come un momento sereno e di gioia.
  
E Don Bellò di certo non parla per parlare, anzi si porta avanti con i preparativi. Per assicurarsi che le persone riunite al suo funerale vadano poi a festeggiare, ha già pagato due bar del paese, perchè organizzino un rinfresco. Millecinquecento euro di cibarie e bevande per stare insieme in suo onore.
   
Certo il parroco di Semonzo del Grappa negli ultimi mesi aveva già fatto parlare di sè, quando aveva invitato gli elettori di Prodi ad andarsi a confessare. Ma questa volta ha superato se stesso.
 
 
 
Valentina d’Angella
  
Foto courtesy of Corriere della Sera

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