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Itinerari, L'approfondimento

Alla scoperta dell’Iran, deserti innevati e antiche rovine sulla via della seta

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Cime rocciose nel deserto (Photo Franco Brevini)
Cime rocciose nel deserto (Photo Franco Brevini)

Un terzo dell’Iran è costituito da un altipiano desertico, con catene di montagne, che, se non si elevano alle quote dell’Elbrus, presentano spesso forme molto aspre. Il clima in inverno è piuttosto rigido e la neve può scendere anche abbondante, come è accaduto nei mesi scorsi. In estate grazie alla quota la temperatura non è troppo soffocante e questo ha permesso lo sviluppo di civiltà antiche come quella persiana, che ha riunito il più grande impero dell’antichità. Lo dimostrano le rovine di Persepoli, ora sotto la neve, e la tomba del mitico Ciro il Grande. Ma lo dimostrano anche città come Esfahan e Shiraz, di cui il poeta Hefez canatava la piacevolezza del clima.

Anche in inverno, tuttavia, l’azione del sole libera subito i versanti esposti a sud e questo permette di praticare l’escursionismo, godendo di panorami inconsueti. La strada verso Yadz percorre vallate desertiche contornate da cime di oltre 2000 metri. Si incontrano presto le rovine di un importante caravanserraglio posto tra Esfahan e Natanz, che risale al XIX secolo. I numerosi locali coperti offrivano un ricovero alle carovane in viaggio sugli itinerari della via della seta.

Nonostante l’abbandono, molte strutture sono ancora in piedi. La grandiosità delle rovine documenta l’importanza del sito. Il deserto è percorso da mandrie di dromedari, sorvegliate a distanza da un pastore in motorino.

Qua e là si incontrano ancora città fantasma, come quella di Abyazan, abitata fino a una cinquantina di anni fa. Poco lontano, a Milanjerd, un castello difendeva l’abitato dalle incursioni dei predoni. Il viaggio in Iran richiede almeno otto giorni ed è necessario procurarsi un visto.

Info  – Earth. Cultura e Natura  www.earthviaggi.it

Franco Brevini

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