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Candidati ai Piolet d’Or 2014, le salite nel dettaglio

Kunyang Chhish East
Kunyang Chhish East

COURMAYEUR, Aosta — Sono le cinque salite candidate agli “Oscar dell’alpinismo”, i Piolet d’or 2014, che verranno consegnati ai piedi del Monte Bianco tra il 26 e il 29 di marzo. Di seguito riportiamo le brevi descrizioni delle imprese, e in calce alcune foto.

Talung, 7.439 metri (Nepal)
I cechi Zdenek Hrudy e Marek Holecek hanno realizzato la prima salita assoluta della parete nord di questa montagna a sud del Kangchenjunga. Si sono messi in azione il 15 maggio sulla sinistra dello sperone. La parete era in buone condizioni, ma nella parte inferiore era minacciata dai seracchi. Il primo bivacco a 5.900 metri, il secondo a 6.300 metri dopo una lunga scalata per superare un risalto roccioso, il terzo a 6.700 metri. Il 18 maggio sono saliti a 7.000 metri lungo un canale di ghiaccio. Hanno raggiunto la cima a mezzogiorno del 19 maggio, in mezzo alle nuvole e con difficoltà di orientamento. Durante la discesa hanno bivaccato a 6.600 metri e sono rientrati al campo base il 20 maggio. Pochi mesi dopo, ad agosto, Zdenek Hrudy è morto tragicamente durante una spedizione al Gasherbrum 1.

Kunyang Chhish East, 7.400 metri (Pakistan)
Nel gruppo del Kunyang Chhish c’era una vetta ancora inviolata, sulla quale avevano fatto un tentativo nel 2006 Steve House e Vince Anderson. La parete sud-ovest era l’obiettivo di Simon Anthamatten e dei fratelli Hasjorg e Matthias Auer. I primi due hanno provato a salire ma la tempesta li ha bloccati a 7.000 metri. Il secondo tentativo è stato vanificato dalla neve. Il 14 luglio sono ripartiti tutti e tre, compreso Matthias reduce da un infortunio al pollice. Il 15 sono giunti a 6.600 metri, il 16 sono saliti di altri 200 metri ma l’arrivo di una tempesta li ha costretti a rifugiarsi in un crepaccio. Il 18 hanno superato alcuni tratti molto complessi prima della traversata che li ha portati in cresta. Il 19 luglio sono in vetta alle 12.30.

K6 West
K6 West

K6 West, 7.040 metri (Pakistan)
Il K6 West è uno dei gioielli che brillano sopra il ghiacciaio di Charakusa. Più volte è stata tentata la sua ascensione da famosi alpinisti come Steve House, Marko Prezelj, Vince Anderson. A realizzarla sono stati i canadesi Raphael Slawinski e Ian Welsted che hanno dapprima dovuto attraversare un pericoloso tratto di ghiaccio ai piedi della parete nord-ovest, per poi individuare una linea abbastanza sicura sulla destra, arrivando alla cresta ovest. Dopo cinque giorni di scalata, il 29 luglio hanno raggiunto la cima.

Annapurna, 8.091 metri (Nepal)
Dopo il 1970 e l’ascensione della squadra di Chris Bonington, la parete sud dell’Annapurna è stata teatro di alpinismo di alto livello in stile alpino. Vi si sono cimentati, tra gli altri, i francesi Pierre Beghin e Jean-Christophe Lafaille, con la morte del primo durante una terribile discesa da 7.300 metri di quota. Lo svizzero Ueli Steck ha aperto una nuova via, leggendaria, scalando di notte per sfruttare le buone condizioni di rigelo. Ha compiuto l’impresa da solo, l’8 e il 9 ottobre, completando salita e discesa in 28 ore.

Annapurna
Annapurna

Monte Laurens, 3.052 metri (Alaska)
E’ una cima isolata, che si trova sul ghiacciaio Lacuna, a sud del Monte Foraker. Un gigante di ghiaccio, con uno sperone nord-est di 1.400 metri. Mark Allen e Graham Zimmerman hanno impiegato due giorni solo per arrivare ai piedi della montagna. Poi ci sono volute 67 ore (otto di discesa) per realizzare l’ascensione dal versante nord-est, caratterizzato da una prima parte di misto e poi da uno sperone di neve sotto alcuni seracchi. La cima è stata raggiunta al termine di una lunga e magnifica cresta innevata.

Menzione speciale: Annapurna, 8.091 metri (Nepal)
Il 16 ottobre i francesi Stephane Benoist e Yannick Graziani hanno lasciato il campo base dirigendosi sulla parete sud. Hanno risalito i pendii iniziali seguendo la via dei Giapponesi e trovando bivacchi al riparo dalle valanghe e dalle cadute di pietre. Bloccati dal maltempo, hanno trascorso due giorni sotto la banda rocciosa prima di traversare verso la via Beghin-Lafaille. Hanno poi seguito l’itinerario aperto da Ueli Steck, arrivando in vetta il 24 ottobre. La discesa è stata difficile a causa di un’infezione polmonare che ha colpito Benoist. La Giuria ha assegnato la “menzione speciale” a quest’ascensione in particolare “per lo spirito di cordata che ha animato l’impresa”.

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