Alpinismo

Special Edition: buon compleanno K2

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BERGAMO — Buon compleanno K2. Cade oggi il 53esimo anniversario della conquista della celebre montagna ad opera degli italiani. Il 31 luglio del 1954, infatti, Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, grazie ad un’eccezionale lavoro di squadra coordinato da Ardito Desio, toccavano la seconda vetta più alta del pianeta, la più difficile in assoluto. 

Prima di loro c’erano stati ben cinque tentavivi andati a vuoto. Solo la spedizione del 1909 guidata da Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi aveva portato a casa un risultato: la definizione della via di salita lungo lo sperone est della montagna (il leggendario Sperone degli Abruzzi).
 
Passeranno una cinquantina di anni prima che gli uomini di Ardito Desio arrivino in vetta, in una straordinaria sortita che non fu comunque esente da polemiche e veleni postumi, di scambi d’accuse reciproche con Walter Bonatti, di cui ormai è ampia la letteratura.
 
La notizia della cima giunse in Italia a mezzogiorno del 3 agosto: fu accolta con grande entusiasmo e come simbolo della rinascita del Paese nel dopoguerra. Da quel momento, il K2 divenne per tutti la montagna degli italiani.
 
I due alpinisti che raggiunsero la vetta furono Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, anche se il merito va ascritto all’intero gruppo, guidato con piglio di ferro da Desio, uomo di enorme esperienza nelle spedizioni in Asia Centrale.
 
Si trattò di una spedizione leggendaria. Anche per le caratteristiche della montagna. I problemi sul K2 stanno soprattutto nei numerosi passaggi difficili e ripidi e nel microclima, rigido e difficilmente prevedibile, con improvvise e pericolosissime tormente che spesso impediscono di raggiungere la vetta per un’intera stagione.
 
Le difficoltà del K2 sono unanimente riconosciute dagli esperti come molto superiori a quelle dell’Everest. A conferma, il fatto che il rapporto fra gli alpinisti che hanno raggiunto la vetta del K2 e quelli che hanno raggiunto l’Everest è di uno a 10.
 
Fra questi c’è Agostino Da Polenza – unico italiano ad aver bivaccato una notte in vetta al K2 – che nel 2004 organizzò la celebre spedizione del cinquantenario. "K2-2004 Cinquant’anni dopo" portò in Karakorum alcuni dei grandi talenti dell’alpinismo italiano moderno, e lì lancio alla ribalta delle cronache.
 
E così il 26 luglio del 2004 – a tre anni di distanza dall’ultimo arrivo in vetta – Silvio Mondinelli, Karl Unterkircher, Walter Nones, Michele Compagnoni, Ugo Giacomelli, raggiungevano la vetta della montagna degli italiani, bissando il successo di cinquant’anni prima.  
 
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