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Fitz Roy: Ragni in cima, muore Chad Kellogg sulla Supercanaleta

Colin Haley a sinistra e Chad Kellog sulla destra in una foto in cima al Cerro Torre dell'anno scorso (Photo Chad Kellogg - Desnivel.com)
Colin Haley a sinistra e Chad Kellog sulla destra in una foto in cima al Cerro Torre dell’anno scorso (Photo Chad Kellogg – Desnivel.com)

EL CHALTEN, Patagonia — Sono andati in vetta al Fitz Roy lo scorso fine settimana i Ragni di Lecco. Sia la cordata di Davide Spini, Mirko Masè e Bruno Mottini, sia quella di Matteo Della Bordella, Luca Schiera e Silvan Schupbach sono arrivati in cima seguendo la via Californiana. Sulla stessa montagna c’era anche il forte alpinista statunitense Chad Kellogg: dopo aver raggiunto la vetta, nella fase di discesa lungo la celebre Supercanaleta, è stato colpito da una scarica di sassi che l’avrebbe ucciso sul colpo.

Dopo giorni e giorni di brutto, la finestra di bel tempo annunciata è arrivata finalmente in Patagonia, consentendo ai tanti alpinisti che si trovano ai piedi delle torri di granito di attaccare le pareti e riuscire a scalare. Il Cerro Torre tuttavia, non sarebbe quest’anno in condizioni di essere affrontato, tanto che le due spedizioni dei Ragni di Lecco, entrambe dirette sulla montagna sebbene con diversi obiettivi, hanno rinunciato al tentativo e si sono dirette nei giorni scorsi al Fitz Roy.

Schiera, Della Bordella e Schupbach in cima al Fitz Roy (Photo pagina Facebook Della Bordella)
Schiera, Della Bordella e Schupbach in cima al Fitz Roy (Photo pagina Facebook Della Bordella)

“Scartato il Piano A Cerro Torre a causa delle cattive condizioni della parete – scrive infatti Matteo Della Bordella sulla sua pagina Facebook – (troppa neve), abbiamo scalato Aguja de la Silla e Fitz Roy con partenza dal Nipo Nino, passando per l’Hombre sentado. Un bel giro che ci ha tenuti in ballo 3 giorni per la salita ed uno per la discesa e che abbiamo chiamato ‘Californiana sit start'”. Con lui c’era l’altro Ragno Luca Schiera e lo svizzero Silvan Schupbach.

Sempre dalla via Californiana sono saliti anche le Guide alpine lombarde Bruno Mottini, Mirko Masè e Davide Spini, che è anche Ragno di Lecco. I tre sono arrivati in cima alle 23.30 del giorno di San Valentino, scalando per circa 40 ore.

Spini, Masé e Mottini in vetta al Fitz Roy (Photo pagina Facebook Mirko Masè)
Spini, Masé e Mottini in vetta al Fitz Roy (Photo pagina Facebook Mirko Masè)

E sempre al Fitz Roy, durante lo scorso weekend si è verificata la tragica morte dell’americano Chad Kellogg, alpinista molto forte e molto noto a livello internazionale. Kellogg e il compagno Jens Holsten, secondo quanto riferito da Rolando Garibotti e riportato da diversi siti statunitensi, erano arrivati in cima dalla cresta Nord Ovest, lungo una delle vie più lunghe del massiccio, la Afanassieff. Il giorno era il 14 febbraio, lo stesso di Spini e compagni, e la vetta sarebbe stata raggiunta nel tardo pomeriggio.

Per rientrare sono scesi dalla Supercanaleta. Secondo quanto scritto da Garibotti su Supertopo.com e riportato da Climbing.com, dopo la terza doppia, la corda si sarebbe incastrata nella roccia: nel tentativo di disincastrarla, gli sarebbero caduti addosso dei sassi che l’avrebbero colpito. “E’ morto sul colpo – si legge -. Erano le 9 di sera. Jens ha continuato la discesa di notte da solo, arrivando alla base alla mattina presto, e continuando fino ad El Chaltén, il paese più vicino. A causa della posizione difficile da raggiungere, non sarà tentato il recupero del corpo”.

Kellogg, 42 anni di Seattle, era un alpinista poliedrico, impegnato tanto sulle alte quote himalayane, quanto sulle grandi pareti di roccia e di ghiaccio. Aveva alle spalle un’esperienza ricchissima sulle montagne di tutto il mondo: salite in velocità sul Mt. Rainier e sul Denali, tentativi di record all’Everest, una via nuova in solitaria all’Aconcagua, diverse salite in Cina e un anno fa la via Corkscrew Route al Cerro Torre, insieme a Colin Haley.

Chad Kellogg (Photo Grayson Schaffer - www.outsideonline.com)
Chad Kellogg (Photo Grayson Schaffer – www.outsideonline.com)

Secondo Climbing.com Kellogg aveva anche dovuto affrontare anche un cancro al colon diagnosticatogli poco dopo la perdita della moglie, morta nel 2007 in Alaska in un incidente avvenuto sempre mentre si calava in corda doppia.

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