AlpinismoAlta quota

Nanga avvolto nella nebbia, alpinisti al base. Moro: riproveremo

Nanga Parbat (foto ©thenorthface emilioprevitali)
Nanga Parbat (foto ©thenorthface emilioprevitali)

ISLAMABAD, Pakistan — E’ stato un risveglio fra le nubi quello di questa mattina per Simone Moro e David Göttler sulla parete Rupal del Nanga Parbat. I due alpinisti, che hanno trascorso la notte nella tenda dei polacchi tra campo 2 e campo 3, hanno provato a proseguire fino a campo 3, ma poi hanno deciso di abbandonare il tentativo di vetta e di tornare al campo base, dove sono rientrati poco fa. Troppo poca visibilità, freddo, cattivo tempo in arrivo: queste le ragioni della rinuncia. Ma si è chiusa la battaglia, non la guerra: “riproveremo – ci ha detto infatti Moro -, aspettiamo la finestra meno estrema di bel tempo”.

Quando Moro e Göttler hanno lasciato la tenda per raggiungere il campo 3 a 6700 metri la convinzione di poter realmente proseguire fino alla cima stava già probabilmente scemando. O almeno questo faceva intendere Emilio Previtali negli aggiornamenti dal campo base del Nanga Parbat.

“Simone e David speravano almeno nella visibilità – scriveva infatti l’alpinista freerider qualche ora fa sulla sua pagina Facebook -, non si può salire in alto restando completamente dentro alle nuvole, anche se c’è poco vento. Ora hanno intenzione di salire fino alla nostra tendina a C3 a 6700 metri, poi decideranno lì, al momento, che cosa fare. Mi sembrano più intenzionati a depositare del materiale e verificare che la tendina sia in ordine e poi a scendere più che a proseguire, sembra davvero che non ci siano le condizioni adatte e il tempo sufficiente per fare continuare questo tentativo fino alla cima”.

In effetti i due hanno risalito alcune centinaia di metri: Göttler è arrivato a campo 3, Moro si sarebbe fermato poco più in basso, prima di decidere di lasciar perdere e di ridiscendere verso il campo base, dove sono arrivati circa un’ora fa.

“Tutto ok – ci ha detto Moro una volta arrivato al base -. Neve e nebbie abbinato al vento ci ha fatto capire che era meglio non rischiare troppo. Abbiamo dormito ancora in alto e questo è bene. Di sicuro riproveremo. Tutte le volte facciamo anche più di 3000 metri di dislivello ma se su un ottomila normale con quei metri si arriva in cima, col Nanga no”.

Aspettiamo allora di sapere quale saranno i giorni del nuovo tentativo, il terzo della stagione per Moro e Göttler.

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