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Alpinismo

Zavka, la speranza Kaltenbrunner

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CAMPO BASE K2 SUD, Pakistan — "Qui al campo base sono tutti sotto shock, ma risalire ora sulla montagna è impossibile. Lo farà a giorni Gerlinde Kaltenbrunner". Sono le parole di Claudio Tessarolo, inviato del Giornale di Vicenza al seguito della spedizione K2 Freedom, sconvolta dalla scomparsa dell’alpinista Stefano Zavka poco sotto la vetta.

"Venerdì sera scendendo dalla vetta, Stefano è scomparso – racconta Tessarolo -. In prossimità della spalla si è scatenata una bufera di vento incredibile. Vielmo, che precedeva di poco Stefano, è miracolosamente riuscito a raggiungere campo 4, ma Stefano no".
 
"Dopo un paio d’ore di inutile attesa – prosegue il giornalista – Vielmo è uscito dalla tenda per cercarlo. Ha fatto una decina di metri ma è dovuto ritornare perchè non si vedeva niente, il vento era infernale, la neve gli impediva di respirare".
 
"L’alpinista americano Chris Wurner, anch’egli a campo 4 – dice Tessarolo -, ha dichiarato che secondo lui la bufera che si è scatenata è pari a quella del tragico 1986: era impossibile restare al campo. Tutti la mattina dopo sono partiti per la discesa, ma ci sono voluti due giorni per scendere al base".
 
"Nella discesa un iraniano è stato colto da ipossia corneale – racconta ancora il giornalista vicentino – un americano si è rotto il malleolo. E’ stato un calvario. Qui tutti sono sotto shock, ma risalire è per ora impossibile: da venerdì non ha mai smesso di nevicare. Lo farà a giorni Gerlinde Kaltenbrunner, giunta qui nei giorni scorsi dal Broad Peak. Chissà che non riesca a vedere qualcosa".
Leggi il racconto di Tessarolo sui giorni della scomparsa
(pubblicato dal Giornale di Vicenza lunedì 23 luglio).
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