Cronaca

Falso fisioterapista violenta pazienti

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BELLUNO — Narcotizzava i pazienti e poi li stuprava. Protagonista della scabrosa vicenda un fisioterapista, proprietario di tre studi nel Bellunese, a Gallarate e in provincia di Verbania, che, con questo stratagemma, dal 2003 ad oggi ha violentato 48 uomini.

Roberto Benatti, 53 anni, era un fisioterapista apprezzato e affermato nel suo campo. Tanti i clienti e diversi gli studi: a Colle Santa Lucia, in provincia di Belluno, nella zona di Verbania e a Gallarate. Eppure, non solo non aveva nè laurea nè diploma per esercitare la professione, ma soprattutto, da anni commetteva terribili crimini tra le pareti dei suoi ambulatori.
 
Con la scusa di dover praticare manovre dolorose, il presunto medico addormentava i clienti, rigorosamente uomini, e poi abusava sessualmente di loro. Al risveglio, alle vittime che lamentavano strani dolori, spiegava che erano gli effetti collaterali delle sue terapie. Niente di strano, insomma.
 
Finchè, dopo 48 stupri in 4 anni, ha trovato qualcuno dal sonno più leggero degli altri. La vittima, nonostante il narcotico, non si è addormentata del tutto: quando Benatti stava per commettere la violenza, ha iniziato ad urlare.
 
Immediatamente sono intervenuti i parenti del paziente, che lo aspettavano fuori dalla porta. Il fisioterapista era ancora in mutande quando sono entrati nello studio.
 
Subito è scattato l’arresto e sono iniziate le indagini. Era il 14 giugno quando Benatti è stato incastrato, e da allora i carabinieri di Gallarate hanno trovato molte prove a suo carico. Prime fra tutte le fotografie che il falso fisioterapista scattava alle sue vittime, e archiviava nella relativa cartella medica, con tanto di nome e cognome.
 
L’uomo si trova ora nel carcere di Busto Arsizio. Le accuse sono: violenza sessuale, aggravata dall’uso di farmaci e dalla riduzione della capacità d’intendere e di volere delle vittime, esercizio abusivo della professione medica e truffa. Inoltre, gli inquirenti indagano anche sulla provenienza dei farmaci usati dal finto professionista per stordire i pazienti.
 
 
 
Valentina d’Angella

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