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Pericolo valanghe, vietati anche Grignetta, Due Mani e Gran Sasso. Un invito a riflettere?

Grignetta (photo courtesy lecconotizie.com)
Grignetta (photo courtesy lecconotizie.com)

BALLABIO, Lecco — Vietato salire in Grignetta e sul Monte Due Mani fino a martedì 4 febbraio. Si unisce anche Ballabio al segnale forte che nei giorni scorsi il comune di Pasturo ha voluto mandare vietando ogni tipo di escursione alpinistica e scialpinistica sul Grignone. Nella giornata di sabato il sindaco ha emesso un’ordinanza che impedisce le escursioni sulle due montaghe che sorgono nel territorio comunale dai 1400 metri di quota in su: i cittadini hanno ricevuto anche un avviso tramite sms.

“Visto l’avviso di Criticità Regionale per rischio valanghe emesso dal Centro Funzionale Monitoraggio Rischi Naturale della Regione Lombardia – recita l’ordinanza -, con il quale risulta alto il rischio di distacco di slavine e valanghe specialmente in alta quota (…) il sindaco ordina il divieto di escursioni scialpinistiche e alpinistiche di ogni genere, su tutto il territori comunale, sulle pendici della Grigna Meridionale e sulle pendici del Monte Due Mani a partire dalla quota di metri 1400 s.l.m., dalla data odierna e fino a martedì 04 febbraio e comunque fin tanto che persistono condizioni di pericolo di distacco di slavine e valanghe, sulla base dei bollettini di allerta meteo di Regione Lombardia”.

I comuni lombardi non sono gli unici. Il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha firmato il 29 gennaio un’ordinanza per vietare escursioni fuori pista nel Comune dell’Aquila “in caso di precipitazioni nevosa con presenza di manto nevoso fresco e per le successive 48 ore dalla precipitazione” e comunque “quando il bollettino Meteomont stabilisce un grado di pericolo uguale o maggiore a 3”.

Ora, che senso hanno questi divieti? Di sicuro non sarà possibile dislocare vigili muniti di blocchetto per le multe a quota 1400, e le amministrazioni questo ben lo sanno. Ma il fatto che diversi comuni abbiano ritenuto opportuno emettere un’ordinanza simile, nonostante sia evidentemente difficile da applicare, la dice lunga sulla necessità percepita di mettere un freno agli incidenti da valanga che ad ogni nevicata puntualmente entrano nelle cronaca nera.

E, al di là delle critiche che molti muoveranno rispetto al tentativo di imporre regole in montagna, dove invece “dovrebbe vigere la libertà assoluta”, di sicuro è un’azione che deve far riflettere ogni escursionista sulla propria capacità di valutazione e sul fatto che assumersi il rischio non è mai una scelta del singolo, ma ricade inevitabilmente su terzi. 

“La montagna come tutta la natura comporta rischi che crescono esponenzialmente con la incapacità di recepire i segnali che la montagna ci dà – commenta Maurizio Gallo, guida alpina -. Gli incidenti in montagna avvengono per almeno il 90 % per errori di valutazione fatti da chi in montagna ci va senza la dovuta concentrazione e esperienza. Divertirsi in montagna è bellissimo sicuramente ma è un divertimento che richiede tempi lunghi di conoscenza e sensibilità e di capacità anche tecniche non semplici da acquisire, tempi lunghi che contrastano palesemente con la vita genetica di oggi alla ricerca degli stimoli forti ed immediati. Per andare in montagna bisogna riuscire a cambiare prima di tutto la nostra testa… e questo si sa, è molto difficile”.

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