Cronaca

Climber disperso tra le onde dell’Atlantico

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BELFAST, Irlanda — Sembra una beffa. E invece è la tragica realtà. Il noto climber americano Micheal Reardon, dopo aver scalato in libera e in solitaria una via ad alta difficoltà sulla scogliera irlandese della Valentia Island, è stato inghiottito dalle onde dell’Oceano Atlantico. Proprio mentre un fotografo immortalava il suo successo. 

La tragedia è accaduta venerdì sera al largo delle coste del Kerry, nel sud ovest dell’Irlanda. Reardon, che si trovava qui per una serie di scalate destinate a promuovere le vacanze-avventura in Irlanda, aveva appena compiuto una delle sue imprese ai limiti del possibile.
 
Aveva scalato da solo e senza alcuna protezione una delle falesie più difficili d’Irlanda, precisamente sulle Fogher Cliffs, a picco sul mare.
 
La via era lunga all’incirca 200 metri, e Reardon era appena arrivato alla base, su uno sperone di roccia a pochi metri dall’oceano Atlantico. Con le mani alzate in segno di successo si è girato verso il suo amico e fotografo Damon Corso, che lo stava immortalando una trentina di metri più in là.
 
E improvvisamente un’enorme onda l’ha investito. Colpito alle ginocchia, ha perso l’equilibrio ed è caduto in mare, gridando aiuto. Le onde lo hanno sbattuto qua e là per centinaia di metri, poi è scomparso.
 
Il fotografo ha immediatamente dato l’allarme con il cellulare, e subito è arrivata sul posto lla guardia costiera che ha battuto centimetro per centimetro tutta la costa. Non solo. Alle ricerche hanno partecipato anche elicotteri, soccorso alpino, bagnini, persino passanti. Ma del suo corpo non c’era traccia.
 
Poi sono intervenuti anche i sub della marina. Secondo gli esperti infatti, quel luogo è un posto infame per cadere: sotto il mare ci sono caverne, speroni di roccia, cavità sconosciute. E Rearson potrebbe essere rimasto impigliato da qualche parte sul fondale.
 
Purtroppo, molte persone in passato hanno perso la vita in questo punto, dove la potenza delle onde è sempre imprevedibile e la scogliera una trappola mortale.
 
Reardon, 33 anni, ha dedicato la sua vita alla scalata estrema, in libera e in solitaria. E’ noto a livello mondiale sia per le sue imprese sia su roccia (Irlanda, America, Africa) sia per le provocatorie arrampicate su famosi palazzi o monumenti. Che fossero solitarie, vie nuove, ripetizioni a vista, o qualsiasi altro tipo di salite in montagna, il denominatore comune delle imprese di Reardon è l’alta difficoltà, con gradi dal 7 all’8b.
 
Reardon ha una moglie e una bambina di 13 anni, che ieri sono giunte sulla costa irlandese. E hanno dichiarato alla stampa che sperano ancora di trovarlo vivo, perchè è un atleta e un ottimo nuotatore. Ma, a quanto pare, le autorità lo ritengono alquanto improbabile.
 
 
Sara Sottocornola
Foto courtesy of www.freesoloist.com

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