Alpinismo

Sichuan, ritrovato corpo di alpinista Usa

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PECHINO, Cina — Era sparita sette mesi fa, insieme a suo marito, durante una spedizione alpinistica nel Sichuan cinese. Ma solo ora il corpo della celebre climber americana Christine Boskoff è stato ritrovato a circa 6.000 metri, nel massiccio del Mount Genyen.

La tragica scomparsa della Boskoff e di suo marito Charlie Fowler risale al novembre scorso. I due alpinisti avevano scalato il Cho Oyu nel mese di ottobre e poi si erano trasferiti nel gruppo del Genyen. Dovevano rientrare il 4 dicembre in America, ma all’aeroporto non si sono presentati ed è scattato l’allarme.
 
Dopo un mese, il corpo di lui è stato ritrovato, semisepolto dalla neve, sui versanti di un inviolato semila del gruppo del Genyen. Tutto faceva pensare ad una valanga, che probabilmente ha investito la coppia mentre tentava di salire o di scendere dalla cima.
 
Della Boskoff, però, non si trovava traccia. Ad un certo punto le ricerche avevano dovuto essere sospese per le rigide condizioni invernali e le grandi nevicate che avevano investito la zona. Ma a maggio sono ricominciate e la tenacia dei cercatori ha dato i suoi frutti. 
 
Il corpo della 39enne si trovava nella parte alta della montagna. Accanto c’erano il passaporto e la macchina fotografica. Le condizioni in cui è stato trovato sembrerebbero confermare l’ipotesi della valanga.
 
La salma verrà riportata a valle nelle prossime settimane, grazie ad una squadra di 15 alpinisti che si sta organizzando per il recupero in quota. Nel frattempo è stato ricoperto con delle pietre, in modo da preservarlo, per quanto possibile, dalle intemperie.
 
Christine Boskoff, 39 anni, aveva scalato sei ottomila. Fowler, 52 anni, vantava innumerevoli prime salite su montagne di tutto il mondo ed è uno degli esploratori d’alta quota più attivi d’America.
 
La loro ultima spedizione è stata nel gruppo del Mount Genyen, cima di 6.750 metri che svetta nella regione del Sichuan, la cui parete Nord è stata scalata per la prima volta nella primavera del 2006 dalla spedizione di Karl Unterkircher.
 
Sara Sottocornola

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