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Pakistan, nuove misure di sicurezza al Nanga Parbat e sul Baltoro

Nanga Parbat parete Rakhiot (Photo Rupert Pupkin - Wikipedia Commons)
Nanga Parbat parete Rakhiot (Photo Rupert Pupkin – Wikipedia Commons)

CHILAS, Pakistan — Più controlli, più posti di blocco sulla Karakorum Highway, ai campi base di tutti i versanti del Nanga Parbat e anche sul Baltoro. Sono queste le misure previste per la prossima stagione alpinistica in Pakistan. Il giro di vite sulla sicurezza è stato deciso delle autorità locali a seguito del terribile massacro al campo base del Nanga dell’estate scorsa: i turisti, i trekkers e gli alpinisti potranno così visitare il paese potendo contare su una stretta vigilanza delle forze dell’ordine.

La notizia era stata data qualche settimana fa da Manzoor Hussain, presidente dell’Alpine Club pakistano a Pontresina (Svizzera) per l’Assemblea Generale dei 67 Club Alpini che compongono l’Uiaa. Hussain aveva dichiarato che la questione sicurezza è in cima alla lista delle preoccupazioni del governo pakistano, ben conscio che quanto accaduto l’estate scorsa – l’attentato al campo base del Nanga Parbat costato la vita a 11 persone – mina pericolosamente il turismo in Pakistan. Pertanto secondo il presidente del Club alpino, sarebbero state prese nuove misure per la sicurezza: alcune già in corso, altre da potenziarsi nei prossimi mesi.

La stessa assemblea generale era iniziata osservando un minuto di silenzio per le vittime del Nanga, seguito dal discorso della delegazione del Club alpino pakistano, composta dal Colonnello Manzoor Hussain e da Karrar Haidri. Le autorità pakistane e della regione del Gilgit Baltistan hanno prima di tutto potenziato i controlli sulla Karakorum Highway, disponendo anche un servizio di volanti e instaurando nuovi check point. Tutti i visitatori e le persone coinvolte nelle attività turistiche sono e saranno registrati, mentre sono stati istituiti posti di blocco lungo i percorsi dei trekking più frequentati, compresi quelli diretti ai campi base.

Una conferma di quanto accadrà nei prossimi mesi agli escursionisti e agli alpinisti che visiteranno il Pakistan, soprattutto nella stagione estiva, è arrivata da Dr Ata ur Rehman, Home secretary Gilgit Baltistan, giovedì scorso a Skardu in occasione della conclusione del corso formativo dei membri del Concordia Rescue Team del Comitato EvK2Cnr. Come raccontato da Maurizio Gallo – responsabile EvK2Cnr per le attività in Pakistan, che ha seguito i lavori di formazione e aggiornamento del personale del primo Soccorso alpino del Karakorum – l’Home Secretary avrebbe bene in mente la questione sicurezza dei turisti. Sia dal punto di vista dei soccorsi in alta quota,tanto da voler sostenere economicamente il lavoro svolto congiuntamente con l’1122 (118 Pakistano), sia dal punto di vista dell’incolumità rispetto a possibili aggressioni.

A tale scopo è stata pensata la campagna “Security tourism Pakistan” che prevede in primis posti di blocco potenziati. Nelle intenzioni, i provvedimenti aggiunti non dovrebbero comportare disagi ai visitatori, ma anzi creare loro meno fastidi. I check point infatti, saranno collegati in via informatica, di modo che, dopo il primo controllo e la prima registrazione, i loro dati verranno comunicati a tutte le pattuglie successive senza bisogno di essere ulteriormente fermati.

Durante la stagione alpinistica, quindi quella estiva, le forze dell’ordine terranno sotto stretta sorveglianza tutta la zona del Nanga Parbat: agenti saranno di stanza ai campi base dell’ottomila himalayano, quindi sia ai piedi della parete Rupal, sia della Diamir sia della Rakhiot. Ma anche nella zona del Baltoro, solitamente già sorvegliata, le misure di sicurezza verranno potenziate. Nel 2014 peralto ricorrerà il 60esimo anniversario della prima salita al K2, a cui si accede proprio dal ghiacciaio del Baltoro.

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