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Il mercurio fa il giro del mondo

In Asia e nel subcontinente indiano l’incremento della popolazione, accompagnato dall’espansione dell’economia e dal cambio degli stili di vita, ha fatto crescere in maniera esponenziale la domanda di energia. In dodici anni la richiesta è raddoppiata, contro una media mondiale che prevede il raddoppio ogni 28 anni.

 

Attualmente la domanda è soddisfatta per circa l’80 per cento da combustibili fossili, con il carbone come fonte primaria di energia. Molti degli scenari ipotizzati in Asia fino al 2020 sono caratterizzati da un ulteriore incremento dell’uso di energia, con i combustibili fossili a fare la parte del leone.

Ci sono anche interessi scientifici e lamentele politiche che riguardano il trasporto a lunga distanza e il destino di questi inquinanti. Perché diversi Paesi stanno ricevendo quantità di inquinanti crescenti dai vicini e persino dai Paesi lontani.

Le particelle inquinanti, anche non volatili, possono essere trasferite dopo la fase di volatilizzazione a livello planetario. La conseguenza è che certe concentrazioni di inquinanti registrate in alcune zone del pianeta possono derivare da fonti che si trovano a grande distanza. Le regioni polari, in particolare quella artica che si trova nello stesso emisfero delle maggiori nazioni industrializzate, ne sono esempio.

Secondo un recente studio, il livello di inquinanti organici persistenti e di mercurio nella fauna polare, in particolare nei grandi predatori, è maggiore di quanto non lo sia di norma in animali che vivono a latitudini più basse.

 

Sempre parlando di mercurio, ci sono prove che il mercurio rilasciato da una centrale a carbone in Cina può depositarsi attraverso la pioggia sulla costa Pacifica degli Stati Uniti, a migliaia di chilometri di distanza.

Il mercurio rilasciato negli Stati Uniti può potenzialmente essere trasportato con gli altri inquinanti atmosferici attraverso l’Atlantico fino all’Europa e al Mediterraneo. Allo stesso tempo le emissioni inquinanti delle industrie del nord Europa, a causa del flusso delle correnti d’aria nord-sud nel corso dell’estate, hanno un effetto negativo sulla qualità dell’aria del bacino del Mediterraneo (alta concentrazione di O3) e sembra che il mercurio si depositi in mare.

C’è un grande bisogno di stazioni di monitoraggio strategicamente piazzate sul pianeta per creare un network che esegua campionamenti entro le maggiori traiettorie delle masse d’aria a livello del mare e in alta quota.

 

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