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Grande festa alla corte di Skardu: tra una partita di polo e un film di montagna

Partita di polo a Khaplu
Partita di polo a Khaplu

SKARDU, Pakistan – Una partita di polo, un festival internazionale di film di montagna, una mostra e soprattutto una grande festa, che ha coinvolto il numeroso pubblico intervenuto a Skardu, alle porte del Parco del Karakorum. Si è concluso pochi giorni fa “The Italian science and cooperation at the shadow of K2”, un evento di quattro giorni organizzato dal Comitato EvK2Cnr tra Islamabad e Skardu per celebrare la collaborazione tra Italia e Pakistan. La manifestazione è stata un successo, sia a livello istituzionale sia a livello popolare: la partecipazione e il calore della gente hanno emozionato profondamente coloro che erano presenti. Tra questi Maurizio Gallo, responsabile del Comitato per le attività in Pakistan, che ci ha inviato questo reportage su quei due giorni di festa alle porte del Central Karakorum National Park.

“Siamo stati invitati dal Chief Minister del Gilgit Baltistan a vedere la partita di polo che contrapponeva il team di Shigar con quello di Kapolu. Per chi non ha mai visto una partita di polo nelle Northern Areas del Pakistan, dove questo sport è nato e dove rimane sicuramente il più popolare come il calcio in Italia o in Brasile, non può nemmeno immaginare che spettacolo sia: per la intensità e violenza fra i giocatori, per la partecipazione del pubblico che sostiene i due team, per tutto il contorno. Uno spettacolo!
Tutto è concesso: cavalieri senza casco che si danno colpi di mazza sul corpo e sulla testa, cavalli portati al limite spesso colpiti anche loro dalle mazze avversarie: sangue sia sulla testa di uno dei contendenti, medicato alla meglio e subito in gioco (in questo polo non e possibile sostituire un cavaliere!), sangue sul muso di un cavallo che non medicato ha continuato a correre senza sosta (siamo a 2800 metri di quota!).

Al film festival di Skardu
Al film festival di Skardu

Ma la cosa più bella è quello che succede sugli affollatissimi spalti di sasso che circondano il lungo ma stretto prato dove si gioca: quasi un corridoio senza linea di out, in quanto i muri a secco fanno da sponda e spesso i cavalieri si accalcano cosi vicino al muro da mettere a rischio con il roteare delle mazze anche il pubblico, che arretra cadendo all’indietro. Poi finita la partita si scatena la festa!

I due gruppi di tifosi invadono il campo e si fronteggiano separati da una decina di metri: in mezzo i cavalieri dei due team, assieme abbracciati, e i danzatori balti tutti vestiti completamente di bianco che iniziano a ballare brandendo una spada, accompagnati da una musica assordante di tamburi trombe e altri strani strumenti. Tutti battono a ritmo le mani per accompagnare la danza e i poliziotti armati di bastone fanno fatica a mantenere un minimo di ordine e sospingono continuamente indietro i festanti che adesso sono il vero motivo di attrazione.

Non ho resistito: sono sceso dalla tribuna e sono corso in mezzo ai danzatori anche perchè li conoscevo tutti: venivano da Hushe, dove il Karakorum mostra le pareti di granito più belle e dove sono ormai di casa. Poi lì in mezzo ho accennato movimenti di danza, ho visto che anche fra il pubblico eccitato le facce erano a me note, finchè un poliziotto mi ha preso e portato fuori. Magico Pakistan!

Dopo solo poche ore iniziava il programma del film festival a Skardu dove al PTDC Motel avevamo preparato un tendone stile circo con 250 sedie. Sapevo che era la prima volta a Skardu in cui si proiettavano film di alpinismo, sapevo che non era assolutamente facile riempire quelle 250 sedie. Il rischio di un evento scialbo era altissimo.

Alle 17,30 iniziarono ad arrivare i primi spettatori, mi guardavo intorno vedendo di nuovo le facce dei miei amici locali dei villaggi di Askole, Testay, Arandu, Dassu, Kanday. Alle 18 iniziamo con il primo film: mi giro verso la platea: una folla di oltre 500 persone era arrivata, solo la metà seduti e tutti gli altri in piedi come attorno al campo di polo.

Le scene più belle erano accolte da applausi a scena aperta, le parti comiche con gran risate, un pubblico entusiasta, come dopo i goal della partita di poco prima! Tre erano i film previsti per la prima serata: pensavamo che dopo un po’ la gente se ne sarebbe andata, invece no, tutti sempre piu attenti, fino alle 23.30 e poi e iniziata di nuovo la festa spontanea con musica improvvisata, danza e partecipazione di tutti.

K2
K2

Il terzo tempo senza birra, ma con tanto “ciai” the pakistano. Gli occhi dei miei amici dai paesi di montagna, dei portatori d’alta quota, delle guide, dei Sirdar, dei semplici portatori sprizzavano di gioia, perché avevano visto riconosciuto il mondo degli abitanti di Skardu, si erano sentiti importanti, forse per la prima volta. Molti di loro hanno frequentato i nostri corsi di formazione e li frequenteranno ancora; alcuni di loro stanno diventando dei veri alpinisti e hanno iniziato a organizzare spedizioni autonome di villaggio.

Poi un annuncio che ha emozionato tutti: per l’anno prossimo organizzeremo, o meglio aiuteremo a organizzare, una spedizione al K2, per ricordare i 60 anni dalla prima salita, alla quale parteciperanno solo giovani alpinisti. Abbiamo festeggiato Ashraf Amman primo alpinista pakistano ad arrivare in cima al K2, “vecchio  leone”, ma ancora vispo: lui era un portatore d’alta quota al servizio di una spedizione cinese. Adesso i “nuovi orizzonti”, alpinisti giovani che proveranno a salire tutti gli 8000 pakistani, da soli nuovi alpinisti”.

 

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