Alpinismo

Gigliotti (Uiaa): serve commissione etica

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PERUGIA — “L’alpinismo dal punto di vista del comitato olimpico internazionale, non può essere definito uno sport perché non ha regole né competizioni. E’ una attività fisica che richiede allenamento ed un alto fitness profile. Tuttavia, chi sta nel Cio, come l’Uiaa, deve rispondere al codice mondiale antidoping”. Ecco il parere di Paola Gigliotti, medico e membro del Board Uiaa (Unione internazionale delle associazioni d’alpinismo).

Gigliotti, cosa pensa del parere legale di De Felice?
Come membro del board dell’UIAA ritengo ed ho sempre sostenuto che, dal momento che l’UIAA e’ una federazione sportiva facente parte del Cio, deve sottostare al codice antidoping, cui peraltro ha dato l’adesione.
 
Quindi anche secondo l’Uiaa l’ossigeno è doping?
L’uso dell’ossigeno puo’ essere omologato all’uso di sostanze che migliorano nel sangue il trasporto dell’ossigeno e il codice antidoping vale per tutti gli iscritti alla Federazione Sportiva. Il codice pone molti problemi non solo riguardo l’ossigeno, ma anche sull’uso preventivo dei farmaci per il male di montagna. Questo se ci si muove ufficialmente nell’ambito di una Federazione Sportiva anche nazionale e comunque chiedendo un “riconoscimento” della propria impresa o performance.
 
Ma gli alpinisti in che modo rispondono al codice Wada?
Se vogliono un riconoscimento internazionale da parte dell’Uiaa di un record, devono rispondere al codice Wada e al codice antidoping. Se il Cio decide che vuole fare il controllo antidoping a quest’alpinista della federazione giapponese di alpinismo, può farlo,proprio perchè l’Uiaa è federazione sportiva.
 
Ma l’Uiaa ha liste di record o classifiche?
No, finora non le ha fatte. Secondo me infatti l’alpinismo non è uno sport nel senso olimpico del termine perchè non ci sono classifiche, gare, regole. E’ solo un’attività fisica che richiede capacità specifiche. Però, finchè l’Uiaa fa parte del Cio necessariamente risponde alle leggi di Wada.
 
C’è un po’ di confusione, insomma…
Sì, e andrà chiarita. O l’Uiaa decide di separare nettamente le due cose e togliere l’alpinismo da questa situazione, o si incorre tutti nel codice Wada. In questo caso, per esempio, la classifica dei 14 ottomila dovrebbe essere fatta in accordo col codice Wada. Bisognerebbe fare una commissione etica in cui vengono discusse anche varie controversie su storie del passato.
 
Come vede la salita della fiaccola olimpica sull’Everest con l’ossigeno?
L’alpinismo e le Olimpiadi per me non hanno nessun legame. 
   
Secondo lei qual è l’ipotesi più probabile?
Non lo so. Io chiederò chiarezza su questa questione perchè non mi pare più possibile una posizione così di “galleggiamento". Vorrei aggiungere, come medico, che raccomando la prudenza perche’ l’ossigeno non e’ la soluzione di tutti i problemi della quota ne’ di quelli legati alla fatica acuta. Ritorno al mio concetto di alpinismo come attività fisica che richiede un alto fitness profile ed un serio allenamento. Dunque non è proponibile a tutti l’alpinismo, soprattutto in alta quota.
 
Come alpinista, che opinione ha di chi usa l’ossigeno?
Come alpinista ritengo che l’uso dell’ossigeno abbassi in un certo senso "la quota", ma solo dal punto di vista della pressione parziale di ossigeno, non di certo rispetto a tutte le altre difficoltà.
 Sara Sottocornola

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