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Cartelli e bilinguismo in Alto Adige, è polemica su 132 nomi in tedesco

Cartelli in Alto Adige
Cartelli in Alto Adige

BOLZANO — Una decina di toponimi su cui manca l’accordo e una lista di 132 località che manterrebbero il solo nome tedesco. Sono questi i pomi della discordia su cui si discute da qualche giorno in Alto Adige, a seguito dell’ultimo incontro tra il governatore altoatesino Luis Durnwalder e il Ministro degli Affari regionali Graziano Delrio. L’accordo è stato preso l’1 agosto ma l’elenco è venuto alla luce solo lunedì scorso: del resto la faccenda è complessa, perché non si capiscono le ragioni dell’irritazione di molti se non la si collega a fatti passati che risalgono ad accordi e liste precedenti.

A dare notizia della lista dei 132 toponimi che rimarranno esclusivamente in lingua tedesca è stata La Repubblica lunedì scorso 26 agosto. L’articolo del quotidiano nazionale ha risvegliato l’accesa polemica in atto ormai da anni sulla toponomastica nei territori della provincia di Bolzano, che l’Alpenverein e i sostenitori di una politica più indipendentista altoatesina vorrebbero in molti casi esclusivamente in tedesco, mentre Cai e altre associazioni e partiti politici difendono il bilinguismo.

I 132 toponimi fanno parte di una lista di 1526 località per le quali, anni addietro, erano stati installati migliaia di cartelli in lingua esclusivamente tedesca. Da qui era scoppiata la diatriba che aveva portato nel 2010 a un primo accordo tra Durnwalder e l’allora ministro alle Regioni Raffaele Fitto. Come ricorda il comunicato stampa del Cai, l’accordo sanciva “l’indicazione delle denominazioni diffusamente utilizzate per i Comuni e le località nelle rispettive lingue” e il mantenimento invece “nella loro dizione originale in lingua tedesca e/o ladina dei nomi storici”, sempre con traduzione italiana dei nomi generici (come cima, punta, monte o malga).

I 1526 toponimi erano stati vagliati da una commissione paritetica Stato-Provincia voluta dall’accordo Fitto-Durnwalder tra il 2010 e il 2011. Al termine del lavoro i tecnici individuavano un 10% di nomi, circa 150 quindi, da lasciare sulla segnaletica esclusivamente in lingua tedesca; il 45% del totale (700 nomi) da riportare in duplice lingua (ad esempio Rosengarten-Catinaccio o la contestata Steinalm-Malga Sasso), e infine un altro 45% che avrebbe mantenuto il nome in tedesco con indicazione generica in italiano ( cima, punta, malga, ecc).

La proposta della commissione tuttavia non fu accettata da Durnwalder che ritenne il risultato troppo sbilanciato verso l’italiano e troppo poco verso il tedesco, tanto da chiedere che altri 300 toponimi fossero lasciati solo in tedesco. Il nuovo patto con l’attuale ministro Delrio in sostanza va incontro alle richieste di Durnwalder dal momento che aggiunge a quei 150 nomi tedeschi iniziali altri 132 toponimi, per un totale quindi di 282 su 1526 della lista iniziale.

Rimangono ancora incerte invece le sorti di un’altra decina di nomi, su cui non è stato trovato al momento un accordo: tra questi ci sarebbe anche la Vetta d’Italia (in tedesco Lausitzer Weg), Malga Sasso (in tedesco Steinalmen), Ameto (Amaten), ecc.

“Mi sembra un elenco da rivedere – ha commentato a tal proposito il presidente del Cai Alto Adige Giuseppe Broggi -, anche nei metodi della sua stesura. Passaggi così delicati vanno gestiti pubblicamente, condividendoli. Mi chiedo poi perché debbano sparire Malga di Curon (solo Grauner Alm) e Monte di Curon (solo Grauner Berg), mentre resterà la dicitura della località Curon. Al contrario, riconosco anch’io che nel mondo della montagna si dice generalmente Hirzer e non Punta Cervina”.

In ogni caso l’accordo non è ancora in forma definitiva e non sarebbe stato ufficializzato in quanto su alcune denominazioni sarebbero necessari ulteriori approfondimenti. Secondo quanto riferisce l’Ansa, il Ministro Graziano Delrio martedì scorso ha precisato che l’accordo con Durnwalder ”ha per oggetto non già la questione generale della toponomastica in tutto l’Alto Adige, ma la sola cartellonistica sui sentieri di montagna”. L’intesa inoltre ”va nella direzione di una conquista della convivenza e del bilinguismo. Non si raggiungono intese tra le parti se si resta arroccati, ma solo se si è disposti a costruire ponti e attraversare confini”.

“Sottoscrivo ogni parola del ministro – ha fatto eco Durnwalder -. Per risolvere la questione della toponomastica serve molta pazienza e soprattutto tanta buona volontà”.

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7 Comments

  1. Come mai in A. Adige si contestano i toponimi tedeschi e in V. d’Aosta si accettano quelli francesi?
    E’ ora di finirla: lasciamo che le minoranze mantengano i loro termini storici. Tanto più se i loro territori sono stati conquistati dall’Italia armi in pugno, come nel caso della provincia di Bolzano.

    1. Semplicemente perchè i toponimi italiani in Valle d’Aosta non esistono ( o meglio ce ne sono pochi) semmai il dilemma è tra il patois ed il francese. I termini italiani dovresti inventarteli come ha fatto Mussolini nel ventennio!

      1. Lavoro molto equilibrato. Io sono alla rcrieca di nomi in relazione alla provincia dove abito. Noi qui abbiamo un Buggiano che gli studiosi derivano anche da un possibile Bovianum latino, uno dei tanti prediali legati alla suddivisione territoriale dei Romani. Ma prima di questi c’e8 un sottofondo ligure ed etrusco venato dai successivi apporti dei Celti o Galli che dir si voglia. Pieve a Nievole e8 attestato nell’anno 716 come Neure e poi Neule, Nevore e infine Nievole, che da molti viene etimologizzato come derivato da nuvola mentre io ritengo sia un esito o commistione fra ligure ed etrusco. Presumo d’aver trovato il gemello in Francia nel corso d’acqua della (Nevora) Nie8vre che ha dato nome anche ad un dipartimento.

    2. Leo, la storia itianala e8 cosec stratificata che e8 difficile risalire con certezza all’origine di certi toponimi se non ci sono fonti che ci permettano di provare le ipotesi, almeno con un certo grado di veridicite0, e8 la nostra salvezza: cosec non potremo mai smettere di cercare!!! Buon lavoro

  2. Catinaccio….Rosengarten….questo amletico dilemma non sembra disturbare i frequentatori di quella zona.Hotel…Garni e Masi non espongono il benchè simbolo di itanialità!!ma chissenefrega!!!!mi sembra che chi di Noi frequenti quelle zone non sia particolarmente disturbato.Ci sono cose più serie di cui preoccuparsi.O forse mi sbaglio?!
    Auf Wiedersehen

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