Alpinismo

Pagnoncelli fra montagna e fotografia

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BERGAMO — Alpinista, sciatore e fotografo d’eccezione. Dopo il Trip One, Giovanni Pagnoncelli lascia momentaneamente la banda di Up per dedicarsi alle montagne di casa e racconta i suoi programmi futuri a montagna.tv.

Giovanni Pagnoncelli. Pagno per gli amici. Cosa sta facendo ora?
Per me la montagna è sempre stata un divertimento. Intendo in questo modo anche l’alpinismo. Ho seguito Ezio Malier  in qualche appuntamento del suo viaggio sulle cascate di ghiaccio italiane e non. L’ho fatto per il puro piacere di scalare.
 
Solo cascate di ghiaccio?
Per motivi professionali sto seguendo anche lo scialpinismo. Rappresento un’azienda e mi trovo così nel doppio ruolo di spettatore e atleta. Con appuntamenti che mi impegnano praticamente ogni giorno della settimana.
 
Come si trova in questo ambiente?
E’ un mondo bellissimo. Il livello è sempre più alto. E’ curioso però scoprire che ci sono persone che non avrebbero mai pensato di intraprendere una gara e che tutto d’un tratto si scoprono atleti. La competizione, si sa, nasce sempre fra amici. Ci si mette alla prova. E poi si trasferisce il confronto sulla montagna. Ovviamente senza sfociare in degenerazioni o obiettivi troppo esasperati. Ecco, credo che sia l’esasperazione la rovina dello scialpinismo e dello sport in genere. Al contrario, personalmente preferisco guardare allo sport come a puro divertimento.
 
Ha già pensato a una sua prossima spedizione?
Non ho grandi ambizioni alpinistiche al momento. Per quest’estate vedremo. Probabilmente viaggerò per conto mio. Sto pensando al Monte Kenya. Mi piacerebbe dopo due anni di spedizioni "pure" fare un viaggio che unisca la voglia di scoprire alle salite in montagna che per me restano comunque una componente fondamentale.
 
Cosa significa per lei viaggiare?
In ogni viaggio – che sia in Sicilia o in Himalaya – ho sempre bisogno di avere con me o un’attrezzature sciistica o un’attrezzatura da arrampicata. Proprio perché nei miei viaggi sento sempre molto forte la componente fisica della montagna. Amo scoprire, toccare la roccia. Sfidarla e arrivare in cima. Nessuna donna riuscirà mai a convincermi a fare un viaggio "normale". 
 
Lei è anche un ottimo fotografo. Come vede il binomio fotografia-montagna?
Fra i miei obiettivi di vita c’è quello di diventare un video-maker sempre migliore. E’ una passione che mi è stata trasmessa da Luca Maspes. Non so: forse un giorno abbandonerò la macchina fotografica per dedicarmi interamente ai video. Le immagini in movimento trasmettono più emozioni, difficili da rendere con inquadrature fisse.
Come si trova con la videocamera in montagna?
Sto facendo i primi esperimenti. Giro praticamente sempre con la videocamera. Filmo anche le cose più curiose. Per poi tirar fuori dei contributi divertenti. Il video è il futuro. Anche se non abbandonerò mai la fotografia. Sarà un complemento al video.
 
Elisa Lonini

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