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Cosa significa 9a? Fama e speranza per il futuro. Parola di Jacopo Larcher

Jacopo Larcher su Southern Smoke Direct 9a(Photo Aurelien Tixier)
Jacopo Larcher su Southern Smoke Direct 9a(Photo Aurelien Tixier)

BERGAMO — “Il mio primo 9a è stato più facile di quanto mi asppettassi, in due giorni di tentativi sono riuscito a chiuderlo, è stato veloce e questo mi fa ben sperare per il futuro”. Parlava così Jacopo Larcher al rientro del suo viaggio verticale negli Stati Uniti, che l’ha portato dritto dritto ai massimi livelli di difficoltà del mondo dell’arrampicata. Ed evidentemente aveva ragione di essere fiducioso per il futuro, visto che proprio pochi giorni fa il giovane climber altoatesino ha incassato il suo secondo 9a in carriera, sulle falesie di Siurana in Spagna, e sulla via “Jungle Speed” (meno di una decina di tentativi in 3 giorni di lavoro). Ecco cosa ci ha raccontato in questa intervista.

Sei stato un mese negli Stati Uniti, dove hai scalato precisamente?
In Kentucky, a Red River Gorge, che è una delle falesie più famose degli Stati Uniti.

 

Jacopo Larcher su Southern Smoke Direct 9a (Photo Aurelien Tixier)
Jacopo Larcher su Southern Smoke Direct 9a (Photo Aurelien Tixier)

Che posto è? Com’è la roccia?
Si tratta di una falesia di arenaria, veramente bellissima, un po’ diversa dalle falesie a cui siamo abituati noi in Europa. Per me era la prima volta che scalavo su quel tipo di roccia con la corda. Richiede uno stile diverso: alle volte le vie sono molto boulderose, mentre il più delle volte è semplicemente resistenza in quanto la roccia forma come delle startificazioni su cui scali, quindi magari l’arrampicata da un punto di vista tecnico è un po’ più facile, è più fisica.

 

Con chi sei partito?
Con la mia ragazza, Melissa Le Nevé, e poi una volta lì abbiamo trovato un sacco di persone che conoscevamo. E’ stato un po’ un caso ma a quanto pare tutti abbiamo avuto la stessa idea ad ottobre. Eravamo quasi 15 persone, tra cui Adam Ondra, Daniel Woods, Gerome Pouvreau, e tanti altri.

Quali vie hai salito?
Sono riuscito a salire il mio primo 9a, “Southern Smoke Direct”, poi altri tre 8c+, come “Southern Smoke”, “Pure Immagination” e “Fifty words for pump”, poi il mio primo 8b+ a vista e un 8b+ flash.

Il tuo primo 9a, è stato come te lo aspettavi?
E’ stato più facile di quanto mi asppettassi sinceramente, non mi ha richiesto tanto lavoro. Forse mi si prestava bene. Avevo già fatto la parte normale della via, quindi ho aggiunto la partenza. In due giorni di tentativi sono riuscito a chiuderla, è stato veloce e questo mi fa ben sperare per il futuro.

E’ cambiato qualcosa adesso che hai il numero 9 in curriculum?
Ma in realtà no, forse mi ha fatto solo più pubblicità. Ma non do molta importanza ai numeri.

 

Jacopo Larcher su Omaha beach 8b+ o s (Photo François Lebeau)
Jacopo Larcher su Omaha beach 8b+ o s (Photo François Lebeau)

E’ meglio scalare con Melissa o con un amico? Quale amico?
Domanda difficile e pericolosa! Sono due cose diverse, mi ha fatto molto piacere fare questo viaggio insieme a lei, e anche che ci sia stato modo di scalare anche con degli amici. Un paio di anni fa arrampicavo spesso con Gabri Moroni e Silvio Reffo, ma adesso che sto spesso all’estero ho meno possibilità di vederli. In generale mi piace arrampicare con un gruppo di amici di Bolzano: anche se non sono top climber sono persone con cui mi trovo bene, con cui ho instaurato un bel rapporto.

Qual è secondo te il punto di forza di Adam Odra?
La sua capacità di concentrarsi al massimo su qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa succeda. Riesce sempre ad andare al 100% delle sue possibilità.

Di Chirs Sharma?
Chris non lo conosco molto, l’ho visto solo un paio di volte. E’ molto forte fisicamente, ha una forza che sembra “disumana”.

Il tuo?
Forse il fatto di continuare a cambiare discipline, stili di arrampicata: ciò mi consente di essere sempre motivato qualsiasi cosa faccia.

Negli ultimi tempi hai detto che hai vissuto più in macchina che a casa, ti piace questa vita da nomade?
La adoro. Viaggiare è una delle cosa che mi motiva di più, è uno degli aspetti principali per cui scalo. Non riesco a stare a casa per più di una settimana.

 

Jacopo Larcher su Fifty words for pump 8c+ (Photo François Lebeau)
Jacopo Larcher su Fifty words for pump 8c+ (Photo François Lebeau)

A dicembre sarai di nuovo in giro per il mondo, dove andrai esattamente?
Andrò in Spagna per un mese, dove come tutti gli inverni troverò sicuramente tanti climber forti. Cercherò di portare a casa qualche bella via, magari un altro 9a. Ci sono tante falesie che non ho visitato. Poi quando tornerò mi dedicherò alla scalata su ghiaccio e su misto, mi piacerebbe salire “Illuminati”, qui in Alto Adige in Val Lunga.

Dove passerai il Natale?
In teoria a casa, in verità penso che mi fermerò in Spagna.

Buon divertimento allora!
Grazie mille.

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