Alpinismo

Prezelj si scaglia contro il Piolet d’or

marko prezelj piolet d'or 2007

GRENOBLE, Francia — Non è il primo a scagliarsi contro il Piolet d’or. Ma forse, il suo commento è il più pesante di tutti. Il fuoriclasse sloveno Marko Prezelj, vincitore dell’ultima edizione, ha accusato i premi alpinistici di sobillare la rivalità tra gli scalatori e di rubare "integrità" a questo sport, per ragioni puramente commerciali.

"Sono andato a Grenoble perchè far parte di questo circo – ha detto Prezelj nei giorni scorsi, in una lettera diretta a Mountain.ru – mi ha dato l’opportunità di esprimere pubblicamente la mia opinione sul premio. Non credo nei premi alpinistici, ancor meno nelle nomination presentate dal pubblico o dai media. Alla cerimonia, sentivo benissimo la tensione e la rivalità tra gli alpinisti, indotta deliberatamente dagli organizzatori".
 
Poi, ci va giù duro: "Sia gli alpinisti che i media devono smettere di manipolare le realizzazioni alpinistiche e soprattutto la verità per farle più belle agli occhi dei premi. Gli alpinisti devono essere onesti, e i media più critici: facendo molte domande, e mantenendo un atteggiamento scettico piuttosto che sensazionalistico".
 
Prezekj ha commentato la sua vittoria del Piolet d’or 2006 affermando che il premio poco importa perchè la scelta è solo soggettiva. E soprattutto troppo influenzata da ragioni commerciali che mal si sposano con l’alpinismo. Che ha bisogno di attenzione e promozione, sì, ma non ad ogni costo.
 
"E’ impossibile giudicare quale impresa sia meglio di un’altra – ha detto Prezelj -. Ogni salita ha sempre un valore segreto, qualcosa di non detto, di assolutamente personale. E’ come se fossero tanti bambini: non saprebbe scegliere il migliore nemmeno il padre, figuriamoci un esterno. Forse si può preferirne una, a seconda dello stato d’animo. Ma non stabilire una classifica".
 
L’alpinista sloveno ha poi auspicato una trasformazione di queste manifestazioni magari in dei "Festival" internazionali in cui gli atleti si confrontino, i giovani imparino, e magari si scali insieme.
 
Quello che una volta era il simbolo della qualità alpinistica di un’impresa, sta lentamente crollando sotto il fuoco incrociato delle polemiche, che ne hanno, forse inesorabilmente, sgretolato la credibilità. Il colpo inferto dall’alpinista sloveno è infatti quasi letale, visto che arriva dopo anni di screzi che già avevano gravemente pregiudicato il prestigio del trofeo.
 
Screzi con gli stessi alpinisti, alcuni dei quali hanno ritirato la propria candidatura (es. Ermanno Salvaterra nel 2005). Ma anche tra gli organizzatori stessi: pochi mesi fa il Group d’Haute Montagne (Ghm), fondatore del premio insieme alla rivista Montagnes e garante del suo valore etico-alpinistico, ha rotto definitivamente i rapporti con il partner e si è ritirato dalla giuria. E ancora, dissapori tra i membri della giuria riguardo gli stili e l’incomparabilità di alcune imprese in nomination.
 
Sara Sottocornola
 
Foto: Marko Prezelj a Grenoble, courtesy of Mountain.ru

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