AlpinismoAlta quota

Alpinisti in attesa al Dhaula e al Makalu, italiani rientrati al base al Manaslu

Luca Macchetto al Manaslu (Photo courtesy mountainkingdom.typepad.com)
Luca Macchetto sul Manaslu (Photo courtesy mountainkingdom.typepad.com)

KATHMANDU, Nepal — Niente cima per Carlos Soria al Dhaulagiri. Lo scalatore spagnolo è rimasto fermo due giorni ai 7300 metri di campo 3, poi ha deciso di rinunciare all’ultimo tratto di salita per via dei venti troppo forti. Al Makalu invece, il team Alpenglow ha concluso l’ultima salita di acclimatamento, scendendo con gli sci da 7400 metri di quota: tenteranno la vetta con la prossima finestra di bel tempo. Nel frattempo gli italiani della spedizione Mountain Kingdom sono tornati sani e salvi al campo base, confermando la vetta di uno di loro, Luca Macchetto.

Carlos Soria, il suo compagno di spedizione Sito Carcavilla e i loro 4 sherpa sono al momento di nuovo al campo base. Il gruppo aveva raggiunto il campo 3 il 30 settembre pensando inizialmente di andare in vetta il giorno dopo, l’1 ottobre. A quota 7300 metri però erano arrivati troppo stanchi e sotto forti venti, così il team aveva stabilito di aspettare un giorno e poi decidere se continuare. Nelle parole di Soria già lunedì si intravedeva scarso ottimismo sulle previsioni meteorologiche e sulle possibilità di cima, almeno per questa volta. E di fatti ieri gli alpinisti hanno rinunciato e sono tornati indietro, in attesa di una nuova finestra di bel tempo e di un nuovo tentativo.

Aspettano di provare la salita anche i membri della spedizione impegnata al Makalu. Nei giorni scorsi Adrian Ballinger e un altro alpinista della squadra hanno raggiunto quota 7300 metri scendendo poi con gli sci. Il loro obiettivo infatti, è quello di tentare la discesa con gli sci partendo dalla cima vera, che tenteranno alla prossima finestra di bel tempo.

Carlos Soria (Photo courtesy Expedicion BBVA)
Carlos Soria (Photo courtesy Expedicion BBVA)

Nel frattempo al Manaslu sono rientrati al campo base anche gli italiani del team Mountain Kingdom, guidato da Cesare Cesa Bianchi. Sul sito della spedizione viene confermato che Luca Macchetto è arrivato in vetta il 30 settembre alle 11.30 del mattino.

“Luca, Mario Monaco e Roberta Vittorangeli con Punuru Sherpa sono partiti il 27 settembre dal campo base – si legge sul blog di Mountain Kingdom – e dopo una notte al campo 1 a 5750 metri e una notte al campo 2 a 6350 metri, valutate le buone condizioni della montagna e la sicurezza della via, hanno raggiunto il campo 3 al colle nord a 6850 metri. Il 30 settembre partenza appena dopo mezzanotte e lunga, impegnativa salita fino ai 7400 metri del campo 4 (la via è stata attrezzata fra il 28 e 29 settembre da sherpa di Seven Summits e Himex); si prosegue per la vetta lungo un alternanza di dolci pendii e ripidi muri di neve e ghiaccio; il tempo è bello, ma freddo e abbastanza ventoso. Roberta insieme con Punuru Sherpa si ferma a 7550 metri a causa del freddo ai piedi (meglio i piedi di un 8000); Mario si ferma a 8020 metri anche lui per il forte freddo ai piedi; infine Luca raggiunge la vetta alle 11.30”.

Nella fase di rientro sono scesi direttamente al campo 2 la Vittorangeli, Punuru Sherpa e Monaco, quest’ultimo con gli sci ai piedi. Macchetto invece si è fermato a riposare a campo 3, dove è arrivato alle 16. Infine l’1 ottobre sono rientrati al campo base dove hanno ritrovato Cesa Bianchi che non ha preso parte alla salita. “Ora si preparano i bagagli e si smonta il campo – si legge ancora sul sito -; ci aspetta uno splendido trekking lungo la Buri Gandaki fino ad Arughat e a Kathmandu dove arriveremo l’11 ottobre”.

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