Arrampicata

Pizzo d’Eghen, Piccardi e Selva in libera su Prigionieri dei Sogni

Pizzo d'Eghen (Photo Matteo Piccardi - oltrelaverticale.blogspot.it)
Pizzo d’Eghen (Photo Matteo Piccardi – oltrelaverticale.blogspot.it)

INTROBIO, Lecco — Matteo Piccardi ha salito per la prima volta dopo Adriano Selva e completamente in libera la via “Prigionieri dei Sogni” sul Pizzo d’Eghen, in Valsassina. Il Ragno di Lecco ha scalato la via il 19 luglio scorso in compagnia dello stesso Selva. “Dopo la RP di Adriano nessuno è più passato in libera su questo vertiginoso pilastro – ha commentato l’alpinista -, ad esclusione di un tentativo del 2006, poi l’oblio…e ti credo, il marchio della premiata ditta Selva/Spandri è garanzia di altissimo livello in arrampicata e grande distanza tra le protezioni. Ad aggiungere pepe al tutto, l’avvicinamento quanto meno misterioso e ‘l’ambiente Eghen'”.

La via era stata aperta e liberata da Selva e Andrea Spandri nel 2005. Da allora è rimasta poco battuta, forse anche perché si trova in una zona della montagna abbastanza isolata, in uno dei luoghi più selvaggi della Grigna Settentrionale.

“Con Adry era un po’ che ne parlavo anche se non abbiamo avuto tante occasioni di vederci in questi ultimi anni e l’ultima volta che ci siamo legati ad una corda è stato il 24 agosto 2003 – racconta Piccardi sul sito dei Ragni di Lecco – …da allora non abbiamo più scalato insieme. Adriano ha continuato la sua impressionante progressione, ed è diventato uno dei più forti scalatori lecchesi e non solo, io ho smesso di arrampicare per quattro lunghissimi anni…le nostre strade si sono separate fino all’altro giorno (19/07/2012) quando forti dell’amicizia, che a prescindere dal tempo che scorre, ci lega, siamo tornati a scalare insieme”.

Le due guide alpine si sono dunque trovate per andare salire la via e compiere la prima ripetizione in libera. “Prigionieri dei Sogni” sale sulla parete Ovest-Nord Ovest del Pizzo d’Eghen, alto 1832 metri. Si tratta di una via complessa, con uno sviluppo di 500 metri per un totale di 9 tiri di difficoltà massima 7c+, con un 7a+ obbligato.

“Un susseguirsi di passi obbligati bastardi, placche da urlo, e fix lunghi da cacarsi in braga; infilo tutti i tiri a vista compreso l’ultimo che è un bel bastone chiodato decisamente lunghetto…Alle 17.09 sbuchiamo all’ultima sosta in cima al pilastro dell’Eghen, io incredulo ed euforico, Adry felicissimo e orgoglioso del suo capolavoro!!!”

Tutto il racconto sul sito dei Ragni di Lecco e sul blog di Piccardi

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