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K2, montagna d’Italia: in autunno in onda la fiction Rai. Ed è già polemica

Massimo Poggio, Michele Alhaique e Marco Bocci in K2 la montagna italiana  (Photo courtesy Marco Bocci via Facebook)
Massimo Poggio, Michele Alhaique e Marco Bocci in K2 la montagna italiana (Photo courtesy Marco Bocci via Facebook)

ROMA — Imperdibile appuntamento per tutti gli appassionati di montagna sulle reti Rai. In autunno andrà finalmente in onda la fiction “K2 – La montagna d’Italia” che racconterà, in due puntate, la storia della prima salita italiana del 1954. Al centro, la storica polemica fra Achille Compagnoni, Lino Lacedelli e Walter Bonatti che ha animato gli ultimi cinquant’anni di alpinismo e che, alla vigilia della messa in onda, sta già facendo discutere di nuovo: la fiction renderà onore alla memoria di Bonatti?

Gli interpreti sono tutti volti noti della fiction italiana. Ardito Desio, il capospedizione, sarà interpretato dall’attore e alpinista Giuseppe Cederna. L’alpinista Mario Puchoz, convocato da Desio per formare la squadra da portare in Karakorum per tentare la prima salita della seconda montagna più alta del mondo, sarà Giorgio Lupano, già protagonista delle ultime due serie di R.I.S. – Delitti imperfetti e di Paura di Amare.

I due primi salitori del K2, Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, avranno il volto di Massimo Poggio (protagonista di decine di fiction tra cui I liceali, Carabinieri 3, Maria Montessori, Squadra Antimafia) e Michele Alhaique (protagonista del film Che bella giornata di Gennaro Nunziante, e delle fiction Eroi per Caso e Medicina Generale).

Walter Bonatti sarà invece interpretato da Marco Bocci, volto noto delle serie tv Incantesimo 8, Caterina e le sue figlie 2, Ho sposato uno sbirro, Romanzo criminale e Squadra antimafia – Palermo oggi.

La storia vera della salita al K2 sarà leggermente romanzata attraverso alcune storie di cornice. Ad esempio, ci sarà Valentina Corti (Il commissario Rex 3, Don Matteo 7), che interpreta il ruolo di promessa sposa di un alpinista che affronterà il K2 e che aspetta con ansia il ritorno dell’amato.

La miniserie, una coproduzione italo-austriaca della Red Film (Roma) e la Terra Film Group (Vienna), porta la regia di Robert Dornhelm, regista candidato all’Oscar. Soggetto e sceneggiatura sono di Alessandro Pondi, Paolo Logli, Mauro Graiani e Riccardo Irrera.

Le riprese, di cui vi riportiamo qualche fotogramma preso dalla pagina facebook di Marco Bocci, sono state girate tra marzo e aprile di quest’anno in Austria, nei dintorni di Innsbruck e precisamente presso Hall in Tirol, Rinn, Hafelekar, nella valle Valsertal e sui ghiacciai di Sölden/Rettenbachferner.

Grande è l’attesa da parte del pubblico alpinistico che aspetta di vedere come sia stata resa in tv la decennale polemica fra Walter Bonatti e i due salitori Achille Compagnoni e Lino Lacedelli. Bonatti fu protagonista di una stoica salita insieme al pakistano Mhadi per portare le bombole di ossigeno ai compagni che invece salirono in vetta al K2 dichiarando che quelle bombole erano vuote e inutili. Le accuse reciproche tra gli alpinisti si tradussero una vicenda anche giudiziaria che si conclusero pochi anni fa con la sentenza finale del Cai che dette ragione a Bonatti.

Gli autori sostengono di essere stati fedeli ai fatti, ma si dichiara scettica Rossana Podestà, compagna di vita di Bonatti, scomparso pochi mesi fa. “Ho saputo quasi per caso che si stava girando – ha dichiarato al Corriere.it -: nessuno mi ha consultato e non vorrei che venisse rappresentata la storia in maniera imprecisa, perché se non si spiega bene che non fu Walter a portare le bombole vuote, ma Compagnoni e Lacedelli ad abbandonarlo al gelo, si rischia di offenderne la memoria. La vicenda giudiziaria in cui fu trascinato, quando ormai aveva messo una pietra sopra a quella brutta faccenda, fu per lui un capitolo lungo e doloroso, che l’ ha segnato per tutta la vita. Ora spero proprio che questa fiction non commetta altri errori e che gli renda giustizia”.

Mario Rossini della Red Film ha dichiarato al Corriere di aver prodotto anche un docufilm con la partecipazione di Reinhold Messner, che andrà in onda qualche giorno prima della fiction e che ripercorrerà per filo e per segno tutta la vicenda.

Polemiche a parte, comunque, il mondo della montagna e dell’alpinismo finalmente arriverà al grande pubblico. E non c’è che da esserne felici.

 

K2 la montagna italiana  (Photo courtesy Marco Bocci via Facebook) 2
K2 la montagna italiana (Photo courtesy Marco Bocci via Facebook)

K2 la montagna italiana  (Photo courtesy Marco Bocci via Facebook)
K2 la montagna italiana (Photo courtesy Marco Bocci via Facebook)
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7 Comments

  1. Rossana non sarai sola in questa battaglia…
    Staremo tutti attenti che giustizia venga fatta !!!

    tutta la VALCHIAVENNA è con te e il nostro caro amico Walter

  2. La cosa che più conta è che non vengano travisati i fatti. Quello che è successo sul K2 è stato accertato e l’immagine limpida di Walter Bonatti non deve assolutamente essere messa in discussione… Staremo a vedere!

  3. Mi sbaglierò ma già mi aspetto una boiata (vedi inevitabile inserimanto storiella d’amore, sono d’accordo con “io”). Convengo che non è facile confezionare un prodotto di livello con sfondo alpinistico e spero che si siano affidati a consulenti che garantiscano per lo meno una certa credibilità. Nella fiction sulla vicenda dell’Everest 1996 (tratta da “Aria sottile”), non so se qualcuno l’ha vista, comparivano in alcune scene addirittura degli abeti!

  4. L’importante è che sia un film documento, quindi senza enfasi particolari sul comportamento degli alpinisti che è stato come è stato. Le polemiche sono venute dopo e si sono incendiate ancora più tardi, per anni. E non credo si parlerà di questo. Sarà giusto dare a tutti il dovuto merito alpinistico, indipendentemente da ciò che è avvenuto dopo.
    Sulla storia d’amore, ci sta. Gli alpinisti sono prima di tutto uomini, con i loro pregi e i loro difetti, con i loro cari a tifare e a preoccuparsi per loro.

  5. Non vi rendete conto di quante storie d’amore siano protagonisti gli alpinisti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Su quelle sì che dovrebbero fare una fiction… avrebbe milioni di ascolti 🙂
    Finalmente l’alpinismo va in tv ed è giusto che lo faccia con tutte le sue facce: l’impresa, la tecnica, l’impegno, l’amicizia, e anche l’amore. Chi vuole escluderne qualcuna sbaglia. E poi finiamola con queste frasi “voglio un documentario”… che poi escono fuori solo film noiosi e inguardabili come quelli che vanno a Trento. L’alpinismo ha mille storie da raccontare, finalmente qualcuno se ne accorge.

  6. Gia’ il titolo mi sembra una boiata. L’alpinismo non ha bisogno di boiate per avvicinarsi al “grande pubblico”. Mi auguro veramente che la vicenda triste, ma pure vergognosa, rappresentata dalle calunnie contro Walter Bonatti non venga pure travisata. Ma c’era proprio bisogno di questo film?

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