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Diga Gleno: il video della catastrofe

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BERGAMO — Quella mattina, l’enorme diga cedette di schianto. Un’onda alta 30 metri si abbattè sui paesi là sotto. Spazzando via Dezzo, Azzone, Bueggio e Corna di Darfo e con loro la vita di 356 persone. Era il 1 dicembre 1923. Ottantatrè anni dopo la terribile tragedia, Montagna.tv vi offre una straordinaria ricostruzione filmata del disastro della diga del Gleno, in Val di Scalve. 

Erano le 7,15 di un freddo mattino di dicembre quando il pilone centrale della diga, mal costruita, crollò. Le acque del lago artificiale, posto a 1500 metri di quota, precipitarono a valle, attraverso uno squarcio largo una sessantina di metri.
 
Il primo borgo a essere colpito fu Bueggio. L’enorme massa d’acqua, preceduta da un terrificante spostamento d’aria, distrusse anche le centrali di Povo e Valbona, il ponte Formello e il Santuario della Madonnina di Colere.
 
Poi, impetuosa, trovolse l’abitato di Dezzo, le case di Azzone e in territorio di Colere, che vennero rase al suolo. Poi l’onda raggiunse l’abitato di Angolo, l’enorme massa d’acqua formò una sorta di lago di cui ancora oggi sono visibili i segni nella gola della via Mala. Angolo rimase miracolosamente intatto, mentre a Mazzunno vennero spazzate via la centrale elettrica e il cimitero.
 
Il muro d’acqua discese velocemente verso l’abitato di Gorzone e proseguì verso Boario e Corna di Darfo, seguendo il corso del torrente Dezzo e mietendo vittime al suo passaggio.
Quarantacinque minuti dopo il crollo della diga la massa d’acqua raggiunse il Lago d’Iseo. In quel lasso di tempo, 6 milioni di metri cubi d’acqua, fango e detriti avevano fatto scempio  della vita di oltre 300 persone. 
 
Le indagini successive fecero gridare allo scandalo, per le pene minime affibbiate ai responsabili della sciagura. In questo reportage, realizzato sui luoghi della catastrofe nel 1998 da Wainer Preda con il supporto di una troupe di Bergamo Tv, la ricostruzione di quella che a tutt’oggi resta la peggiore tragedia della storia Bergamasca.
 
 

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