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Precipita dall'Altissimo: alpinista salvato dal Soccorso alpino

Un elicottero del Soccorso alpino
Un elicottero del Soccorso alpino

MASSA CARRARA — Con un’operazione delicata e spettacolare gli uomini del Soccorso alpino hanno tratto in salvo un alpinista di 41 anni caduto durante una scalata sul Monte Altissimo, in Toscana, sulle Alpi Apuane.

L’alpinista – 41 anni, orginario di Camaiore – stava scalando in compagnia di un amico di Massa Carrara. Arrivati circa a metà del percorso, l’incidente. Lo scalatore è stato tradito da una lastra di roccia che all’improssivo è scivolata via. Ne è conseguito un volo pauroso, di una trentina di metri, conclusosi con il bloccaggio della corda di sicurezza con cui l’uomo per fortuna era legato. Tuttavia, l’alpinsta ha sbattuto violentemente la testa e il torace contro la roccia, rimanendo appeso alla corda.

L’amico, fermo in sosta sulla parete, ha dato subito l’allarme. Sul posto è arrivato l’elisoccorso Pegaso 3 del Soccorso alpino. Un primo tecnico del soccorso si è calato con un verricello sulla parete, per creare un punto di soccorso, mentre l’elicottero stazionava in hovering. Successivamente è stato il turno del medico che è sceso per imbracare il ferito. Il malcapitato è stato così recuperato.

L’operazione, durata in tutto circa due ore e mezzo, è stata parecchio complicata e l’elicottero cominciava ad essere a debito di carburante. Così, invece di optare per il distante ospedale Versilia, il pilota ha optato per una discesa alla base di Cinquale. Da qui il ferito è stato portato con un’ambulanza del 118 all’ospedale di Massa Carrara per le necessarie cure.

Tempo un paio d’ore e la squadra del soccorso alpino è stata chiamata a un nuovo intervento, stavolta a piedi. Sopra Camaiore, una escursionista di 49 anni si era procurata una distorsione alla caviglia lungo il sentiero di Trescolli. La poveretta non è riusciva a proseguire. Si è fermata alla Grotta all’Onda e qui ha atteso la squadra di soccorritori che l’ha riportata a valle con una barella a spalla.

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8 Commenti

  1. Ovvero: 15 metri di arrampicata senza alcun punto di assicurazione intermedio…
    Geniali e, naturalmente, esperti…

    Senza parole.

  2. Magari la “trentina di metri” diciamo siano stati giornalistici o comunque si può sempre esser sbottonato qualcosa .. io aspetterei a emettere giudizi ..
    L’importante è che se la sia cavata 🙂

  3. Magari la protezione era attaccata alla lastra saltata via oppure per l’eccessivo peso della caduta si e’ sbottonata la catena di protezioni…
    😉 ma magari ha solo preso dei rischi e gli e’ andata male.

    Bisogna essere li per sapere cosa succede, da qui si possono fare solo illazioni

  4. Esprimo la mia solidarietà ai due alpinisti coinvolti sull’Altissimo, a chi è caduto trascinato via da una lastra staccatasi improvvisamente ed al compagno che è riuscito a trattenerlo con la corda, che non era li per fortuna, come scritto nell’articolo, ma sicuramente per logica d sicurezza nella progressione.
    Non merita considerazione alcuna quanto scritto da vegio (?) che molto probabilmente l’alpinismo lo pratica solo al computer.

  5. Concordo totalmente con l’intervento di Donato Erba (che conosco personalmente).
    Mi piacerebbe vedere piu’ solidarieta’ nell’alpinismo e meno illazioni da bar.
    E poi chi una volta nella vita non ha preso rischi gratuiti?

  6. I due ragazzi coinvolti sono di un forum delle Apuane che frequento .. erano praticamente fuori dalla via quando una lastra si è staccata sopra il primo di cordata il quale per non essere travolto si è praticamente lanciato fuori traettoria .. il volo mi han confermato è stato di una 30ina di mt ma su terreno appoggiato e il secondo di cordata lo ha bloccato dalla sosta .. per fortuna solo un paio di costole rotte e abbastanza abrasioni e contusioni .. è andata bene

  7. concordo pienamente con Simone e Christian. Ho arrampicato per trenta anni e confesso che, soprattutto sul terzo i rinvii si mettono poco e. ovviamente aumentano i rischi! Caro Vegio bisogna arrampicare per capire!!!

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