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Pakistan, l'ambasciatore accusa: inondazioni deviate verso i villaggi poveri

L'alluvione in Pakistan
L'alluvione in Pakistan

NEW YORK, Usa — Un’accusa pesantissima. Lanciata da una fonte istituzionale ufficiale. Ebbene, il flusso delle inondazioni in Pakistan è stato deviato artificialmente verso villaggi poveri, in particolari cristiani, per salvare le terre dei grandi latifondisti. Lo sostiene l’ambasciatore pachistano presso le Nazioni Unite, Abdullah Hussain Haroon.

L’ambasciatore conferma i sospetti avanzati due giorni fa dall’agenzia cattolica Fides. “Ci sono prove che i proprietari terrieri hanno fatto costruire barriere e che le acque vengono deviate verso villaggi indifesi di poveri agricoltori”, ha detto il diplomatico in un’intervista alla Bbc. Altre segnalazioni erano giunte da ong impegnate nei soccorsi.

L’ambasciatore ha chiesto al governo di Islamabad l’apertura di una inchiesta ufficiale sull’accaduto. L’agenzia Fides aveva registrato la drammatica esperienza del villaggio cristiano di Khokharabad, nei pressi di Multan (provincia del Punjab). Qui gli allagamenti provocati deliberatamente avevano ucciso 15 residenti e causato oltre 300 sfollati.

Altri casi analoghi sono avvenuti nella provincia meridionale del Sindh dove campi e villaggi cristiani sono stati sommersi a causa di deviazioni artificiali costruite su ordine dei latifondisti per salvare per proprie terre.

Intanto, la mobilitazione internazionale continua. Il Fondo Monetario ha deciso di stanziare 450 milioni di dollari in prestiti di emergenza al Pakistan colpito dalle inondazioni. “La calamità naturale avrà conseguenze pesanti sull’economia nazionale. Ha causato gravi danni alle infrastrutture e rallentato la sua crescita con conseguenze sul deficit fiscale” ha detto il direttore dell’Fmi, Dominique Strauss-Khan.

Il piano di salvataggio dovrà essere approvato dal Consiglio d’amministrazione e sarà disponibile a fine mese.

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