Alpinismo

Todd Skinner muore sulla Leaning Tower

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SAN FRANCISCO, Usa — Nell’ambiente del freeclimbing era considerato una leggenda. Todd Skinner, uno dei pionieri della disciplina, è morto ieri durante una scalata sulla Leaning Tower (la torre pendente), una difficile parete del parco nazionale di Yosemite.

Skinner aveva 47 anni. Stando a quanto riportato dal San Francisco Chronicle, il freeclimber è rimasto vittima di una caduta mentre stava scendendo dalla Leaning Tower, su cui stava aprendo una nuova via di arrampicata libera. Skinner sarebbe precipitato per 150 metri, finendo sulle rocce.
 
I dettagli dell’incidente, tuttavia, sono ancora confusi. Ma sembra che Skinner e il compagno Jim Hewett fossero impegnati nella parte finale del grosso monolite.
 
Secondo quanto riferito da Hewett, i due stavano aprendo la via "Jesus Built My Hot Rod" e si trovavano a diverse centinaia di metri d’altezza quando è accaduto l’incidente. Skinner era davanti e improvvisamente qualcosa è andato storto. Stando a quanto raccontato da Hewitt i suoi dispositivi di bloccaggio sarebbero rimasti sulla corda di sicurezza.
Todd Skinner viveva a Lander, nel Wyoming con la moglie Amy, il figlio Jake e le sorelle Hannah and Sarah.
 
Nell’ultimo periodo, insieme al suo partner alpinistico Jim Hewett, di Fairfax, aveva passato due settimane per cercare di realizzare la prima ascesa assoluta lungo una via considerata la più difficile mai tentata dai due.
 
"Saremo saliti e scesi 100 volte alla ricerca del giusto appiglio" ha detto Hewett ai cronisti. "Stavamo lavorando su questa via, cercando il modo migliore per muoverci". In quel momento i due stavano parlando del programma da effettuare il giorno successivo. Skinner ha cominciato la discesa attraverso la corda fissa sulla parete alta 700 metri (nella foto accanto). Poi d’improvviso, la tragedia.
 
Stando ad alcune ricostruzioni, il nodo di sicurezza usato da Skinner si sarebbe rotto. L’incidente ha provocato un profondo cordoglio nella comunità alpinistica americana. Il freeclimber era noto per il suo coraggio, il carattere espansivo e soprattutto le incredibili performance che aveva realizzato in alcune fra le arrampicate più temerarie al mondo.
 
Skinner era diventato famoso per aver affrontato montagne difficili, dallo Yukon canadese all’Himalaya, con la tecnica dell’arrampicata libera in cui l’alpinista non usa attrezzi artificiali per aiutarsi nella salita, solo una corda di sicurezza per proteggersi in caso di caduta.
 
Nel suo palmares ci sono 300 prime ascensioni in 26 paesi diversi. Fra le imprese più clamorose la prima salita del Salathe Wall, su El Capitan, nel Yosemite Park, nel 1988. Si tratta della via che molti considerano la più pericolosa del mondo. Ancora peggio della Nose route che si trova anch’essa sul El Capitan.  
 
Fra le grandi imprese di Skinner anche la prima sulla parete nord del Mount Hooker nel Wyoming, la "Great Canadian Knife" nel cerchio degli "impossibili da scalare" che si trovano nei territori dello Yukon. E poi la parete nord-ovest dell’Half Dome, sempre nel parco di Yosemite. E per finire la terribile parete est della Torre di Trango, nel Karakorum.

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