Ambiente

Clima: dopo le polemiche, cambiano gli esperti Ipcc

Jean Pascal van Ypersele
Jean Pascal Van Ypersele (Photo Flickr.com)

GINEVRA, Svizzera — Grandi cambiamenti all’interno dell’l’Ipcc, il gruppo intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico, che è in procinto di redigere il quinto rapporto sul riscaldamento globale. Dopo le polemiche sulle previsioni errate dell’ultimo report, l’Onu ha cambiato la formazione di esperti che lavorerà sulla nuova pubblicazione e ha rafforzato i controlli di qualità.

Saranno ben 831 gli esperti che redigeranno la nuova “bibbia” del cambiamento climatico: 302 persone in più rispetto alla squadra precedente. Il gruppo è più vario – comprende specialisti in meteorologia, fisica, oceanografia, statistica, ingegneria, economia -, più donne e più scienziati provenienti dai paesi in via di sviluppo.

Fra loro, comunque, non c’è nessuno di coloro che si erano occupati tre anni fa dell’Asia, la sezione incriminata dell’ultimo rapporto Ipcc. Nel documento, infatti, si prevedeva lo scioglimento dei ghiacciai Himalayani nel 2035: un errore di centinaia di anni, che l’Onu ha definito “una svista in buona fede”, ma che ha scatenato infervorate polemiche in tutto il mondo.

“Si tratta solo di una coincidenza – si è affrettato a chiarire Jean-Pascal Van Ypersele, vice premier dell’Ipcc, all’Associated Press -. I nomi sono una selezione di 3000 nominativi, fatta unicamente con l’obiettivo di migliorare il panel. Negli ultimi 20 anni il cambiamento climatico è diventato ben più di una questione fisico-scientifica, include aspetti sociali, economici ed etici. Per questo abbiamo incluso perfino un filosofo”.

Il rapporto uscirà tra il 2013 e il 2014. Al lavoro per migliorarlo c’è anche un gruppo indipendente che sta rivedendo i metodi di raccolta, analisi e controllo dati dell’Ipcc, che uscirà il 1 settembre prossimo.

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