Cronaca

Firenze sotto le Alpi: lo scatto da record che attraversa 339 chilometri

La fotografia è stata realizzata da Daniele Celestini dal Monte Secchieta, circa mezz’ora dopo il tramonto del 2 luglio. In primo piano la città di Firenze, all’orizzonte le Alpi Marittime e Liguri

Il profilo della cupola di Santa Maria del Fiore e la torre di Palazzo Vecchio, poi le colline della Toscana, il Mar Ligure e, quasi impercettibili sull’orizzonte, alcune delle principali vette delle Alpi Marittime e Liguri. Sono tutti racchiusi in un’unica fotografia scattata la sera del 2 luglio 2026 da Daniele Celestini, fotografo amatoriale toscano.

Celestini ha realizzato la fotografia dal Monte Secchieta, sul crinale settentrionale del Pratomagno, approfittando della particolare limpidezza dell’atmosfera successiva al passaggio di una perturbazione. Il punto di ripresa si trovava a circa 1450 metri di quota, nei pressi della sommità del Secchieta.

Lo scatto è stato effettuato circa mezz’ora dopo il tramonto, utilizzando una Nikon D7200 e un teleobiettivo impostato sulla lunghezza focale di 250 millimetri. La compressione prospettica del teleobiettivo avvicina visivamente i diversi piani del paesaggio: davanti compaiono alcuni degli edifici più riconoscibili di Firenze, alle loro spalle le colline intorno a Signa e i Monti Pisani, quindi il profilo lontanissimo dell’arco alpino.

Secondo l’identificazione realizzata dall’autore sulla fotografia originale, tra le montagne visibili compaiono il Monte Mongioie, nelle Alpi Liguri, e il Monte Gélas, sul confine tra Italia e Francia. Il Mongioie raggiunge i 2630 metri e domina lo spartiacque tra le valli Tanaro, Ellero e Corsaglia, in provincia di Cuneo.

Il punto più distante riconosciuto nello scatto sarebbe proprio il Monte Gélas, cima di 3143 metri appartenente alle Alpi Marittime e situata lungo il confine franco-italiano. La montagna è la vetta più elevata del Parco nazionale del Mercantour e, sul versante italiano, ricade nel territorio del Parco naturale delle Alpi Marittime. La distanza in linea d’aria tra il luogo indicato da Celestini sul Monte Secchieta e le coordinate geografiche del Gélas è di circa 338,7 chilometri. Si tratta di una distanza eccezionale per un’osservazione terrestre, resa possibile dalla quota dei due punti e da condizioni atmosferiche particolarmente favorevoli.

Nelle osservazioni prossime all’orizzonte, infatti, la rifrazione atmosferica può modificare leggermente il percorso della luce e la posizione apparente degli oggetti lontani. Gli studi sulle osservazioni estreme sottolineano come visibilità di questo genere richiedano una combinazione molto favorevole tra trasparenza dell’aria, diffusione della luce e rifrazione.

Per Celestini non è la prima fotografia oltre la soglia dei 300 chilometri. Il 24 aprile scorso, dalla Croce del Pratomagno, era già riuscito a documentare il profilo delle Alpi Marittime e della Corsica. Questa volta, però, la presenza di Firenze rende l’immagine ancora più suggestiva. In pochi centimetri convivono il patrimonio monumentale del capoluogo toscano, le forme morbide delle colline, il mare e le montagne poste tra il Piemonte e la Francia. Una sovrapposizione di paesaggi che normalmente percepiamo come lontanissimi e separati, ma che per pochi istanti, grazie alla luce e alla limpidezza dell’aria, sono entrati nello stesso obiettivo.

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