Quale rotta seguì Annibale sulle Alpi? La risposta arriva dagli elefanti del Kenya
Uno studio guidato dalle Università di Oxford e Jena ha puntato a identificare il valico più plausibilmente scelto dal condottiero cartaginese per attraversare le Alpi sulla base del dispendio energetico dei pachidermi. Il vincitore è il Col delle Traversette.
Nel 218 a.C. si narra che il generale cartaginese Annibale Barca attraversò le Alpi in appena 15 giorni, accompagnato da 46.000 uomini e 37 elefanti da guerra. Una tappa complessa che segnò il coronamento di una marcia forzata di oltre 1.000 km dalla Spagna. Senza dubbio, questo evento della seconda guerra punica fu una delle imprese più straordinarie della storia militare, passata alla storia come una leggenda. E come ogni leggenda che si rispetti, la vicenda è ancora avvolta da misteri, a distanza di oltre 2000 anni. Tra i quesiti irrisolti vi è la rotta precisa che Annibale seguì per svalicare le Alpi.
Una domanda attorno alla quale sono sorte numerose ipotesi, fin dal II secolo a.C. Celebre è il tentativo di ricostruzione operato dallo storico Polibio che, nelle sue Storie, si ispirò al resoconto (oggi perduto) di Sileno, autore che aveva vissuto l’impresa in prima persona. Secondo questa traccia, Annibale superò il Rodano, passò vicino all’odierna Orange e marciò verso nord per 80 km fino a Livron-sur-Drôme, per poi piegare a est verso le montagne. Da quel punto in poi, però, il testo antico diventa ambiguo, aprendo la via a due possibili interpretazioni: Annibale raggiunse la Pianura Padana passando per il Colle Clapier o il Colle delle Traversette.
Altri autori, storici e scienziati hanno cercato nei secoli indizi, puntando su elementi geologici, storici e filologici. Ricerche che, nella quasi totalità dei casi, hanno ignorato la biologia. Eppure, i protagonisti della vicenda sono uomini ed elefanti impegnati in una fatica non indifferente. Al posto di Annibale forse ciascuno di noi avrebbe avuto un pensiero strategico: scegliere la via meno dispendiosa in termini energetici.
Proprio su questo aspetto si sono concentrati i ricercatori Emilio Berti (Centro tedesco per la ricerca integrativa sulla biodiversità iDiv e Università Friedrich Schiller di Jena) e Fritz Vollrath (Dipartimento di Biologia dell’Università di Oxford). Il loro studio, pubblicato sulla rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) fornisce una risposta al quesito, con l’ausilio della bioenergetica
Da Annibale agli elefanti del Kenya
Fino ad oggi, il candidato principale per il passaggio era considerato il Colle Clapier, situato nelle Alpi Cozie lungo la linea di confine tra l’Italia e la Francia. Il team di ricerca ha però applicato un approccio bioenergetico per valutare il costo “calorico” del viaggio, in particolare per gli elefanti, basandosi sulla massa corporea e sulla pendenza del terreno.
Per modellare i consumi dei pachidermi di Annibale (animali da tre tonnellate come il suo elefante personale, Surus), gli scienziati hanno sfruttato i dati biologici degli odierni elefanti africani in Kenya. In natura, questi giganti camminano in pianura e mangiano 14 ore al giorno solo per mantenere costante il peso.
Come spiegato da Fritz Vollrath, “applicare le intuizioni acquisite dallo studio dell’energetica degli elefanti africani in Kenya sta portando una dimensione del tutto nuova all’annoso dibattito sulla traversata alpina di Annibale.”
La classifica energetica dei valici
Usando i dati altimetrici, il team ha calcolato lo sforzo totale dell’armata in terajoule (TJ, ovvero mille miliardi di Joule), stilando una classifica energetica tra i quattro valici possibili: Colle delle Traversette (5,42 TJ), Colle del Monginevro (6,02 TJ), Colle Clapier (6,28 TJ) e Colle del Moncenisio (6,45 TJ). Secondo tali calcoli, la rotta meno dispendiosa sarebbe risultata essere attraverso il Colle delle Traversette.
“La nuova analisi non elimina ogni ambiguità – chiarisce Emilio Berti – , ma rafforza l’ipotesi della rotta delle Traversette, dimostrando che si adattasse meglio alle esigenze di spostamento di un grande esercito, comprensivo di elefanti, attraverso un terreno alpino estremamente difficile.”
Soldati stremati, elefanti in forma
Minore richiesta energetica non è da interpretarsi in maniera semplicistica come minore fatica. La traversata attraverso il Colle delle Traversette fu infatti storicamente un massacro per l’esercito di Annibale e solo metà degli uomini sopravvisse. Com’è possibile che la rotta energeticamente più efficiente si sia rivelata un’ecatombe?
La bioenergetica spiega il perché: nel traversare il Colle i soldati persero il 19% del loro grasso corporeo, un deperimento fatale in condizioni meteorologiche avverse, con presenza di bufere. Al contrario, gli elefanti da guerra se la cavarono meglio, perdendo appena il 4% delle riserve energetiche. Questo spiega perché la maggior parte di loro sopravvisse e fu regolarmente schierata nella successiva battaglia della Trebia.
Resta il dubbio sul perché Annibale li portò con sé: forse per l’effetto sorpresa contro i Romani o per impressionare e reclutare i Celti del Nord Italia? In ogni caso, oggi sappiamo che scelse la via energeticamente più intelligente.






