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Una mostra celebra il mito di Walter Bonatti, a 70 anni dalla traversata delle Alpi

Al Centro di visita del Parco Alpi Marittime a Terme di Valdieri, una mostra dedicata a Walter Bonatti a 70 anni dalla leggendaria e pionieristica impresa realizzata sugli sci nel 1956.

Venerdì 10 luglio, alle ore 18:00, presso il Centro di visita del Parco delle Alpi Marittime a Terme di Valdieri (CN), verrà ufficialmente inaugurata una mostra curata dal Museo Nazionale della Montagna di Torino, in collaborazione con l’ente Aree Protette Alpi Marittime e il CAI di Cuneo, dedicata a Walter Bonatti. Un’occasione per celebrare il 70° anniversario della leggendaria traversata scialpinistica delle Alpi. Un’esposizione che sarà il cuore pulsante di un calendario di eventi estivi in Valle Gesso, dedicati alla memoria del grande scalatore ed esploratore e alla storia dell’alpinismo nelle Alpi Marittime.

L’impresa del 1956: 66 giorni sospesi tra le vette

Era il 14 marzo del 1956 quando Walter Bonatti intraprendeva quella che sarebbe divenuta un’avventura destinata a entrare negli annali della montagna. La spedizione, partita inizialmente su due gruppi distinti di grandi sciatori-alpinisti dell’epoca – con la pattuglia capitanata da Bruno Detassis mossasi con qualche giorno di anticipo – , si risolse in un eccezionale successo collettivo con l’arrivo al Colle di Nava il 18 maggio di quello stesso anno.

Un viaggio titanico durato 66 giorni, lungo 1.800 chilometri e caratterizzato da ben 73.000 metri di dislivello positivo, teso a unire l’intero arco alpino dalle alture del Carso triestino sino alle Alpi Liguri, muovendosi sugli sci. A 70 anni esatti di distanza, il Museo Nazionale della Montagna di Torino promuove una mostra fuori sede, in quel territorio che segnò il gran finale di un’epica avventura.

Il cuore della mostra è dedicato a Walter Bonatti (1930-2011), una figura centrale per la storia dell’alpinismo grazie a imprese eccezionali: dalla Nord delle Grandes Jorasses scalata a soli 19 anni alla solitaria invernale sul Cervino, passando per il Grand Capucin, il Dru e le spedizioni in Karakorum e sulle Ande. L’esposizione ricorda anche la sua lunga battaglia per la verità sul “caso K2”, affrontata con determinazione fino al definitivo riconoscimento pubblico.

Foto d’archivio per raccontare le “due vite” di Bonatti

Oltre all’alpinista, il percorso racconta la sua “seconda vita” come reporter ed esploratore. Bonatti ha saputo trasferire l’amore per l’avventura nel giornalismo, trovando un legame profondo tra la montagna e i luoghi più selvaggi della Terra. Per decenni ha raccontato a un vasto pubblico ghiacciai, foreste, deserti e vulcani, traducendo le sue esperienze in parole e immagini capaci di trasmettere intatti il rispetto e lo stupore di fronte alla natura.

L’esposizione attinge all’immenso Archivio Walter Bonatti, donato dagli eredi al Museo Nazionale della Montagna nel 2016. Si tratta di un patrimonio straordinario che raccoglie attrezzatura alpinistica, appunti, filmati, documenti, sessant’anni di rassegna stampa e circa 110.000 fotografie. Data l’impossibilità di mostrare al pubblico una simile mole di materiali, si è scelto di procedere per suggestioni, mettendo in luce il filo conduttore che unisce l’alpinista al reporter.

“Anche nelle foto – immagini ferme per definizione – Bonatti sembra sempre in movimento verso una meta o una meraviglia, immerso nei suoi entusiasmi e nelle sue fatiche – si legge nella presentazione ufficiale del Museo Nazionale della Montagna – . Non è mai distaccato: prende sul serio i propri sogni e sfida i propri limiti con profonda consapevolezza. In lui emergono costantemente lo stupore e il rispetto del piccolo uomo al cospetto della grande natura.”

Un’estate di eventi e ricordi in Valle Gesso

La scelta di realizzare una mostra in Valle Gesso dedicata al nome di Walter Bonatti non è casuale. Terme di Valdieri e la vicina frazione di Sant’Anna incarnano storicamente la “capitale alpinistica delle Alpi Marittime”, teatro fin dall’Ottocento di storiche imprese dei pionieri dell’alpinismo. Un capitolo dorato proseguito nel corso del Novecento, che ha visto in azione tra le vette delle Alpi Marittime nomi del panorama locale ma anche internazionale, da Gianni Ellena a Vincenzo e Cesare Ravaschietto, da Jean Plent e Michel Giunand, sino a maestri del calibro di Ugo Manera, Giancarlo Grassi e lui, Walter Bonatti.

A fare da cornice all’esposizione principale ci sarà un ricco programma di eventi sul territorio, pensato proprio per celebrare l’anniversario della storica impresa del 1956. Si comincia il 18 luglio con un appuntamento originale: una rievocazione della traversata interamente in lingua inglese, organizzata dal CAI di Cuneo insieme alla scuola Wall Street English. L’itinerario si snoderà dal Lago Rovina fino al Rifugio Genova, con ritrovo fissato alle ore 9:00 presso il parcheggio del lago.

Il 7 agosto, alle ore 20:45, le luci si sposteranno a Sant’Anna di Valdieri per una serata incentrata sulla storia dell’alpinismo locale, curata dall’Ecomuseo della Segale. Infine, per tutto il mese di agosto (dall’1 al 31), gli spazi di Lu Cunvent a Sampeyre (in Borgata 63, Valle Varaita) ospiteranno “Grande Nord”, una mostra fotografica che raccoglie gli scatti inediti di Luigi Dematteis, a sua volta tra i protagonisti della leggendaria traversata scialpinistica del 1956.

La mostra “Walter Bonatti” sarà visitabile dall’11 luglio al 9 agosto 2026, tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:30. Ingresso libero e gratuito.

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