Castelluccio di Norcia: l’allarme di una fioritura sotto tono
Dai Sibillini rimbalza la voce di un avvio d'estate troppo siccitoso per garantire sfumature sensazionali nei Piani di Castelluccio. Ma lo spettacolo non è finito: basta riscoprire l'arte di saper osservare.
In queste settimane l’altopiano di Castelluccio di Norcia rappresenta, come ogni anno, una meta a forte rischio sovraffollamento. Complice la bellezza fortemente “instagrammabile” della sua celebre fioritura, migliaia di persone si mettono in viaggio per immortalare questo miracolo della natura. Un evento ciclico, concentrato in una manciata di settimane, che richiede la massima collaborazione da parte dei visitatori, nel rispetto dei vincoli e dei suggerimenti imposti dalle autorità per preservare l’integrità dei prati coltivati.
Ma proprio in quelle che dovrebbero essere le settimane di apice di tale meraviglia, arriva dai Sibillini un allarme: la fioritura sarebbe sotto tono, se non già compromessa. Un grido d’allarme che sta rimbalzando sulle cronache e che merita di essere analizzato e approfondito, invitando a una riflessione profonda prima di optare per un frettoloso “non ne vale la pena”.
Il peso della siccità sulla fioritura
A lanciare il monito è stata l’agenzia ANSA con un articolo che descrive gli effetti sui Piani di Castelluccio di settimane caratterizzate da scarse precipitazioni e temperature fino ai 30 gradi. Un’annata non delle migliori a livello climatico. Ad accogliere i turisti non vi sarebbe quest’anno il classico mosaico di colori ma una prevalenza di rosso dei papaveri.
Una fioritura povera, penalizzata da un avvio d’estate che ha compromesso la crescita delle piante. A spiegare la situazione è Gianni Coccia, assessore del Comune di Norcia, agricoltore e socio della cooperativa della lenticchia di Castelluccio : “Ha piovuto praticamente fino al 20-25 maggio, poi è arrivata una siccità eccezionale. Probabilmente questo è l’anno più siccitoso che io ricordi. I fiori si sono praticamente bruciati“.
Una frase che suona come un campanello d’allarme per il turismo estivo oltre che per l’agricoltura stessa, tenendo a mente che le sfumature della fioritura si legano alla crescita di specie invasive nei campi coltivati a lenticchia, quali papaveri, senape selvatica, margherite e fiordalisi.
Lo spettacolo è finito?
Non tutti, però, concordano con quello che pare un verdetto di “fine spettacolo”. Dalle attività locali si leva una voce di dissenso, come quella dell’Osteria del Vettore, che ha replicato all’accusa di scarsa spettacolarità condividendo foto e video recenti, accompagnati da un messaggio chiaro: “La fioritura non è finita. Chi viene oggi a Castelluccio può vedere con i propri occhi uno spettacolo straordinario. Quest’anno la fioritura è davvero bellissima e continua a regalare colori meravigliosi. Non fermatevi alle voci: guardate questo video e, se potete, venite a vivere questa meraviglia dal vivo. Vi aspettiamo! Qualcuno dice che la fioritura è finita. La realtà è un’altra”.
Una contrapposizione di pareri di fronte alla quale potrebbe sorgere spontanea la domanda: vale la pena arrivare a Castelluccio? Un quesito che nasce sulla base di un problema dell’era moderna: ci siamo abituati a guardare i paesaggi attraverso uno schermo, a giudicarli (e a giudicarci) sulla base di quanto vengano bene in foto o di quanto essi siano condivisibili. Eppure, a ben pensarci, basterebbe un solo papavero tra le dita per sentire l’estate sulla pelle.
L’importanza di saper osservare
C’è una differenza profonda tra il semplice guardare e il saper osservare. Castelluccio andrebbe osservata per ciò che è davvero: una zona rurale. I colori che tra giugno e luglio ricoprono l’altopiano non nascono per i turisti, ma si legano a una lunga tradizione di coltivazioni, frutto di semine, di attese e della speranza dell’annata buona. L’agricoltura è da sempre così, legata ai capricci del tempo, anche se oggi il cambiamento climatico sta aumentando la frequenza delle annate infelici.
Chi ha avuto la fortuna di avere nonne che in estate si impegnavano per preparare la passata di pomodoro per tutta la famiglia, conosce bene la frustrazione e l’accettazione delle estati siccitose, in cui la fatica del coltivare i pomodori non veniva ripagata da raccolti succosi.
La fioritura di Castelluccio, per questo, non sarà mai “brutta” per chi sa osservarla. Non andrebbe giudicata dal numero o dall’intensità dei colori, ma interpretata: quelle sfumature cangianti nel corso delle settimane raccontano un equilibrio tra natura e uomo.
Ed è proprio a coloro che partono con lo spirito di voler ammirare la fioritura con la giusta attenzione, che si rivolge l’invito diffuso in queste settimane dalla pagina FB di promozione del territorio Camoscio dei Sibillini: “Per visitare la Fioritura di Castelluccio vi continuiamo a consigliare di venire da lunedì a venerdì e nelle ore dopo l’alba o prima del tramonto, per vivere la fioritura con uno spirito ancora rilassante e originale come quello di tanti anni fa! Evitate di andare il sabato e la domenica e nelle ore centrali!”.








