Cronaca

Valerio Minato a Campo Base Podcast: dietro le fotografie che hanno fatto il giro del mondo

Dall'infortunio che gli ha cambiato la vita al successo mondiale con la fotografia premiata dalla NASA: nella seconda puntata di Campo Base Podcast, Valerio Minato racconta il percorso che lo ha portato a diventare uno dei fotografi di paesaggio più apprezzati d'Italia.

Dopo l’esordio con Matteo Della Bordella, Campo Base, il podcast di Montagna.tv, torna con una seconda puntata dedicata a un ospite che, pur non essendo un alpinista, ha saputo raccontare la montagna come pochi altri. A sedersi nella nostra tenda è Valerio Minato, fotografo torinese conosciuto a livello internazionale per i suoi spettacolari allineamenti tra città, montagne e corpi celesti.

Le sue immagini hanno fatto il giro del mondo, fino a conquistare nel 2023 il riconoscimento di Astronomy Picture of the Day (APOD), la prestigiosa selezione quotidiana curata da astronomi della NASA e dell’Università del Michigan. Ma dietro quello scatto che ritrae la Basilica di Superga, il Monviso e la Luna perfettamente allineati non c’è soltanto il talento: ci sono anni di studio, pianificazione, tentativi falliti e una straordinaria capacità di non arrendersi.

Nella chiacchierata con Gian Luca Gasca, Minato racconta come è nata la sua passione per la fotografia quasi per caso, durante gli ultimi mesi dell’università, quando studiava Scienze Forestali e Ambientali. Un hobby nato come valvola di sfogo che, poco alla volta, è diventato il modo attraverso cui raccontare il proprio sguardo sul mondo, unendo paesaggio, geografia, astronomia e montagna.

Il percorso, però, parte ancora prima. Dall’infortunio sul lavoro che gli cambiò la vita e lo spinse a lasciare un impiego sicuro per iscriversi all’università, fino alla scelta di provare a vivere esclusivamente della propria fotografia, senza rinunciare ai propri progetti personali. Una scommessa costruita passo dopo passo, tra i primi calendari stampati quasi per gioco, le bancarelle in Piazza Vittorio a Torino e la decisione di puntare sulle proprie immagini invece che su lavori più remunerativi ma lontani dalla propria visione.

Nel corso della puntata si parla anche del profondo legame tra Torino e le Alpi, del Monviso come “musa” fotografica, delle tecniche dietro gli allineamenti che hanno reso celebre il suo lavoro e della pazienza necessaria per realizzarli. Alcune fotografie richiedono anni di preparazione: studiare mappe, prospettive, movimenti degli astri e condizioni atmosferiche non basta. A volte occorre attendere cinque o sei anni prima che tutti gli elementi si incastrino nel momento perfetto.

Ne nasce una conversazione che va ben oltre la fotografia. Si parla di perseveranza, di curiosità, di fallimenti, del rapporto con i social, di montagna e di quella capacità di osservare il paesaggio con uno sguardo diverso, trasformando ciò che tutti vedono in immagini capaci di sorprendere milioni di persone.

La seconda puntata di Campo Base è disponibile da oggi sul canale YouTube di Montagna.tv.

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