
“Cinquantasei anni fa oggi, dopo il razzo rosso di segnalazione, iniziai la mia salita verso la vetta del Nanga Parbat. All’inizio ero solo. Poi mi resi conto che mio fratello Günther mi aveva seguito. Nessuno dei due poteva sapere che quel giorno sarebbe diventato parte della storia dell’alpinismo e della storia della nostra famiglia per sempre.”
Con queste parole, pubblicate ieri, 28 giugno, sui suoi canali social, Reinhold Messner ha ricordato una delle giornate più significative e dolorose della sua vita. Era il 29 giugno 1970 quando lui e il fratello Günther si trovarono alle pendici del Nanga Parbat (8126 m), la nona montagna della Terra. Quel giorno riuscirono in una delle imprese più straordinarie dell’alpinismo himalayano, ma fu anche l’inizio di una tragedia destinata a segnare per sempre la loro famiglia.