In Puglia una proposta di legge regionale per “restare in montagna”
Contrastare lo spopolamento di zone montane e aree interne della Puglia puntando su taglio delle tasse, potenziamento dei servizi sanitari e gestione associata tra i piccoli Comuni: una proposta di legge regionale che nasce dalla montagna per la montagna.
Le leggi per la montagna devono essere ragionate e scritte da chi la montagna la vive ogni giorno. Questo è un assunto su cui l’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) batte da tempo, evidenziando i limiti di una politica calata dall’alto che spesso ignora le reali esigenze dei territori. “No ai campanili” è ormai un mantra del presidente nazionale Marco Bussone, che non manca occasione per ribadire quanto su territori “marginalizzati” più che marginali sia essenziale lavorare in rete: il singolo comune non può essere un’isola.
Un segnale forte di quanto chi amministra aree interne e territori montani si trovi in perfetta sintonia con questo ragionamento arriva dalla Puglia. Porta la firma di Giovanna Santacroce, Sindaca di Volturino e Presidente regionale di Uncem Puglia, la proposta di legge regionale intitolata “Restare in montagna. Disposizioni per il riequilibrio territoriale e il rilancio delle zone montane e delle aree interne della Puglia”.
Il testo, composto da 9 Titoli e 28 articoli, approderà a breve in Consiglio Regionale con un obiettivo chiaro: invertire la rotta dello spopolamento nel Subappennino Dauno, sulla Murgia e nelle altre aree interne pugliesi.
Restare in montagna: meno tasse, più servizi essenziali
La proposta di legge non punta sull’assistenzialismo, ma su strumenti concreti e pilastri normativi precisi per garantire il diritto a restare. In primo piano c’è l’istituzione delle Unioni di Comuni montane, intese come soggetti istituzionali chiave per gestire in modo associato i servizi nei tre ambiti del Subappennino Dauno Nord, Subappennino Dauno Sud e Murgia Alta. Una rete che sarà sostenuta da un Fondo regionale per la montagna non inferiore a 5 milioni di euro annui.
Allo stesso tempo, si interviene sulla pressione fiscale: chi vive vicino a impianti eolici o fotovoltaici subisce un impatto paesaggistico che va compensato, e la legge prevede che almeno il 30% delle risorse di compensazione energetica sia destinato ad abbattere la Tassa sui Rifiuti (TARI) dei residenti, con priorità per le famiglie a basso reddito e per chi decide di trasferire lì la propria residenza.
Infine, un pilastro fondamentale riguarda la sanità: per garantire l’accesso alle cure, queste zone vengono qualificate come “aree a particolare necessità assistenziale”, blindando la continuità della guardia medica, la presenza dei medici di base, l’assistenza domiciliare integrata e lo sviluppo della telemedicina.
La voce di Uncem: sinergia per il futuro dei piccoli Comuni
La proposta nasce da un lavoro congiunto e sinergico tra Uncem Puglia e la presidenza nazionale. “Lo spopolamento non è un destino. È una scelta che possiamo ancora non fare. Questa legge appartiene ai territori che rappresenta: a chi resta, a chi vuole tornare, a chi non ha mai smesso di credere che i nostri borghi meritino futuro”, evidenzia Giovanna Santacroce.
Una visione condivisa che viene rimarcata anche da Marco Bussone, che invita a superare la logica dell’assistenzialismo: “Abbiamo la necessità di un articolato accompagnato da risorse economiche della Regione che rilanci le politiche per le aree montane. Non assistenzialismo, bensì spinta alla crescita, all’interazione dei territori appenninici con coste e città, dei piccoli Comuni tra loro attraverso le Unioni. Un articolato importante, che Uncem mette a disposizione del Consiglio regionale. Che potrà vedere una positiva unanimità di intenti, un dialogo prezioso”.
Nelle prossime settimane, mentre l’iter in Consiglio prenderà il via, Uncem Puglia promuoverà una serie di incontri pubblici sul territorio per condividere e discutere il testo direttamente con i cittadini, i sindaci e le associazioni.




