Montagna.TV

A Capanna Margherita la stazione GPS più alta d’Europa

Il Politecnico di Torino ha installato presso il rifugio più alto d'Europa una stazione GPS che consentirà di raccogliere dati utili a studiare l'evoluzione dei ghiacciai alpini e i rischi naturali associati ai cambiamenti climatici.

Sulle Alpi vi è un rifugio che non ha eguali, un presidio che rappresenta non solo una meta iconica per gli appassionati di alpinismo ma anche un avamposto fondamentale per la scienza in alta quota. Stiamo parlando di Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa, situato a 4556 metri sulla Punta Gnifetti, una delle vette più alte del massiccio del Monte Rosa. Un edificio che vanta una storia lunga oltre un secolo: la struttura originaria, intitolata alla Regina Margherita di Savoia – grande appassionata di alpinismo, pioniera delle ascese in alta quota in un’epoca in cui per le donne era un’attività decisamente insolita – fu inaugurata il 18 agosto 1893. L’edificio a forma di parallelepipedo che oggi campeggia sulla Gnifetti fu inaugurato invece nell’estate del 1980, in sostituzione della storica Capanna, demolita nel 1979.

Fin dalla sua origine, il rifugio ha mostrato un profondo legame con il mondo scientifico, ma la spinta maggiore si è avuta proprio dopo la ricostruzione del 1980. Oggi la struttura non è solo un rifugio del Club Alpino Italiano dotato di 70 posti letto, ma un vero laboratorio in alta quota. Oltre a ospitare una stazione meteo, vi vengono condotti studi che spaziano dalla fisiologia umana agli effetti dei cambiamenti climatici sugli ambienti alpini. Un nuovo passo avanti nell’approfondimento delle dinamiche ambientali è stato realizzato dal Politecnico di Torino con l’installazione presso la Capanna di una stazione permanente GNSS (Global Navigation Satellite System) – più comunemente, stazione GPS – che consentirà di raccogliere dati utili per studiare l’evoluzione dei ghiacciai e i rischi naturali associati ai cambiamenti climatici.

Una stazione GPS a quota 4556 metri

L’infrastruttura tecnologica è stata installata di recente sulla cresta Signal, a breve distanza dal rifugio, e si configura al momento come la stazione GPS più alta del continente europeo. Una installazione delicata, che ha richiesto un’attenta preparazione logistica: una prima squadra ha raggiunto la vetta in elicottero per trasportare i materiali più pesanti, mentre un team di appoggio ha raggiunto la Capanna risalendo lungo la tradizionale via di ascesa alpinistica.

Per resistere alle temperature estreme del Monte Rosa, che mettono a dura prova i limiti operativi delle tecnologie standard, i ricercatori hanno collaborato con l’azienda Stonex per sviluppare un apposito prototipo di strumentazione derivato dalle esperienze nei laboratori in Antartide. L’antenna GNSS è stata fissata in modo stabile a un piccolo pilastro sulla cresta Signal e collegata a un ricevitore posizionato all’interno al rifugio, in grado di operare in modo autonomo grazie a pannelli solari e batterie tampone monitorate da remoto.

L’operazione, coordinata dal gruppo di Geomatica del Glacier Lab del DIATI (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture) del Politecnico di Torino, con la collaborazione del Dipartimento di Architettura e Design (DAD) dell’ateneo, va a inserirsi in un progetto di ricerca più ampio, che è il MOHYCAM (Modified HYdrogeological hazards under complex ClimAte and environmental conditions). Finanziato da Fondazione CARIPLO, il progetto mira a elaborare sistemi di monitoraggio del territorio alpino e dei dissesti determinati dalla progressiva fusione di ghiacciai e permafrost, e vede il coinvolgimento dei Politecnici di Torino e Milano, insieme all’Università degli Studi di Milano e il Comune di Macugnaga (VCO).

Dati in viaggio da Capanna Margherita al Politecnico di Torino

La stazione GPS consentirà l’acquisizione in continuo di dati geodetici a 4556 metri e il loro invio in tempo reale al laboratorio di Topografia del Politecnico di Torino, dove potranno essere elaborati ed analizzati. Le informazioni così raccolte, come sottolineato da Alberto Cina, già docente di Geomatica al DIATI, ideatore dell’installazione GNSS di Capanna Margherita e responsabile tecnico-scientifico dell’operazione, permetteranno agli esperti diosservare nel tempo l’evoluzione dei ghiacciai e dei fenomeni di dissesto in uno degli ambienti alpini più sensibili agli effetti del cambiamento climatico”. Dati che potranno fungere da supporto per il monitoraggio a lungo termine degli ambienti alpini.

La nuova strumentazione “coopererà” inoltre con la preesistente stazione meteorologica gestita dall’ARPA Piemonte presso la stessa Capanna Margherita. La compresenza delle due stazioni, come spiegato da prof. Vincenzo Di Pietra, docente di Geomatica al DIATI e referente scientifico dell’unità DIATI per il progetto MOHYCAM, “renderà possibile studiare l’interazione tra dati meteo e GNSS migliorando la comprensione e la modellazione dei fenomeni di ritardo nello strato troposferico”.

I segnali radio inviati dai satelliti GPS per calcolare la posizione sulla Terra non viaggiano infatti nel vuoto, ma attraversano la troposfera, ovvero lo strato più basso dell’atmosfera, dove si sviluppano i principali fenomeni meteorologici. Elementi come umidità, temperatura e pressione possono “frenare” i segnali satellitari in viaggio, provocando un certo ritardo. Incrociando i dati forniti dalla stazione GPS con quelli raccolti dalla stazione meteo dell’ARPA, gli scienziati potranno correggere le interferenze sulle misurazioni.

La stazione GPS farà inoltre parte di un sistema di monitoraggio multi-sensore, progettato per combinare osservazioni GNSS, rilievi tramite droni (UAV), immagini aeree e dati satellitari per il monitoraggio a lungo termine delle aree ad alto rischio. Un’integrazione tra tecnologie che risponde a una chiara necessità: disporre di strumenti predittivi per la salvaguardia dei territori montani e delle comunità che in essi vivono.

Exit mobile version