Scienza e tecnologia

Ghiacciai sotto coperta: in Val Senales si sperimentano teli geotessili biodegradabili

Un nuovo progetto pilota in Alto Adige sperimenta la protezione dei ghiacciai utilizzando coperture in fibra cellulosica totalmente biodegradabili.

L’estate 2026, iniziata con intense ondate di calore, mantiene alta l’attenzione sui ghiacciai alpini in sofferenza. Per frenare la fusione glaciale in accelerazione sarebbe necessario, come ormai noto, premere con forza il piede sul freno delle emissioni di gas serra. Esistono alternative? Sulle Alpi da anni si sperimenta una metodologia non risolutiva, non scevra da polemiche, ma che su base scientifica dimostra la sua efficacia localizzata: i teli geotessili.

Queste coperte in materiale plastico sono in grado di riflettere i raggi solari, evitando il riscaldamento della massa glaciale su cui giacciono e rallentandone la fusione. Se da un lato il sistema è in grado di contrastare gli effetti di un riscaldamento atmosferico promosso da un inquinamento, in gran parte di origine umana, dall’altro è esso stesso potenziale causa di inquinamento. I teli rilasciano infatti microplastiche durante il loro progressivo deterioramento. In questo contesto si inserisce il progetto pilota “MINI Takes Care – Innovazione e Design Responsabile”, un’iniziativa che sperimenta l’uso di coperture alternative a ridotto impatto ambientale.

La sperimentazione in Val Senales

Il marchio automobilistico MINI ha individuato nell’Alpin Arena Senales, in Alto Adige, il partner per testare un modello di gestione della neve basato su teli geotessili innovativi.

La scelta della località non è casuale: situata tra i 2.000 e gli oltre 3.000 metri di altitudine, l’area è una stazione sciistica nota a livello internazionale e ospita, fin da metà settembre, gli allenamenti autunnali dell’élite mondiale dello sci. La conservazione della risorsa nevosa durante i mesi estivi ha dunque un duplice risvolto: ambientale ed economico.

A differenza delle coperture di origine fossile, i materiali impiegati in questa sperimentazione sono realizzati in fibre cellulosiche rinnovabili certificate TÜV Austria, prodotte dall’azienda austriaca Lenzing AG. L’utilizzo di queste fibre permette una significativa riduzione delle emissioni di anidride carbonica e del consumo idrico già nella fase di produzione rispetto ai tradizionali teli sintetici.

Inoltre il tessuto si caratterizza inoltre per una totale biodegradabilità nel suolo, in acqua dolce e in ambiente marino e compostabilità. L’obiettivo della ricerca sul campo è valutare le performance tecniche del materiale (isolamento termico, riduzione della perdita di neve, resistenza agli agenti atmosferici estremi e durata), eliminando alla radice il rilascio di residui plastici nei corsi d’acqua montani.

L’economia circolare dei teli geotessili

Elemento chiave del progetto pilota è la gestione del fine vita dei teli, strutturata secondo i principi dell’economia circolare. Una volta rimossi dal ghiacciaio al termine della stagione estiva, i geotessili verranno recuperati e riciclati in fibre e filati per nuove applicazioni industriali. La circolarità del progetto si estende inoltre oltre i confini tecnici. I tessuti verranno in parte riutilizzati in collaborazione con il brand Napapijri per dare vita a un prodotto destinato ai viaggiatori.

“Con MINI TAKES CARE vogliamo contribuire in modo tangibile alla tutela degli ecosistemi alpini, sperimentando soluzioni capaci di unire performance tecnica, riduzione dell’impatto ambientale e circolarità”, ha dichiarato Federica Manzoni, Head of MINI Italia.

Un approccio condiviso dalla stazione sciistica della Val Senales. “Le montagne stanno vivendo cambiamenti profondi e il nostro settore deve investire in ricerca e innovazione – ha sottolineato il Direttore dell’Alpin Arena Senales, Egon Seebacher – . Questo progetto ci offre dati concreti per migliorare le tecnologie di gestione della neve, con un’attenzione particolare al recupero e al riutilizzo dei materiali”.

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