
2,5 milioni di euro a supporto dell’agricoltura e della zootecnia di montagna: questo il nuovo impegno della Regione Lombardia, che va a inserirsi in una più ampia strategia a lungo termine a difesa del patrimonio montano. Dopo l’importante investimento monetario sul fronte dei rifugi alpini – volto a innalzare la qualità dell’accoglienza, assicurare la fruizione in sicurezza e migliorare accessibilità e sostenibilità ambientale – il fuoco si sposta ora su un massiccio pacchetto di investimenti per le attività della filiera primaria in quota. Il fulcro della nuova iniziativa è lo stanziamento di fondi mirati all’ammodernamento e alla messa in sicurezza di malghe e alpeggi, considerati presidi insostituibili per l’economia e la tutela del territorio lombardo.
Un nuovo bando per malghe e alpeggi
Il nuovo bando da 2,5 milioni di euro (ripartiti in 1 milione di euro per il 2027 e 1 milione e mezzo per il 2028) è rivolto agli enti pubblici – come Province, Comuni, Comunità montane, Università, Parchi nazionali ed enti gestori di aree naturali protette ed Enti sanitari pubblici – che risultano proprietari di fabbricati e/o terreni a uso zootecnico. Le domande saranno presentabili a partire dalle ore 10 del 7 luglio 2026.
L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto molto significativo: coprirà fino al 90% della spesa ammissibile per i Comuni fino a 5.000 abitanti e le Comunità montane, e fino al 50% per gli altri soggetti. I progetti dovranno avere un valore d’investimento compreso tra i 50.000 e i 400.000 euro.
Per accedere ai fondi, i progetti presentati dagli enti dovranno essere suddivisi in interventi per la produzione primaria (tipologia A) e in interventi di trasformazione, commercializzazione e vendita diretta (tipologia B). Il mix sinergico tra queste due tipologie costituirà uno dei criteri premianti in sede di valutazione della domanda.
Il futuro della Lombardia passa per la montagna
La misura cade in un momento cruciale. Il 2026 è stato proclamato dall’ONU “Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori”, ma il settore sta affrontando la dura realtà del cambiamento climatico, tra ondate di calore in costante anticipo e incremento in frequenza e gravi carenze idriche che minano la disponibilità di erba estiva per le mandrie. Per questo, gli interventi ammissibili vanno ben oltre la semplice edilizia rurale: includono la realizzazione di reti idriche indispensabili contro la siccità, l’efficientamento energetico delle stalle, l’installazione di impianti a fonti rinnovabili (fotovoltaico, idroelettrico, biomasse) e il potenziamento della connettività digitale in alta quota.
Come evidenziato dall’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, “l’agricoltura di montagna è molto più di un’attività economica, è tutela del paesaggio e presidio del territorio altrimenti a rischio abbandono”. Obiettivo del bando è investire concretamente nelle malghe e negli alpeggi, “riconoscendo così il valore strategico di chi sceglie di restare e lavorare in montagna“.
Il proposito della Regione è di rendere tali strutture moderne e competitive “perché il futuro dell’agricoltura lombarda passa anche, e soprattutto, dalla montagna”.