
A sei anni dal devastante incendio che lo aveva reso inagibile, il rifugio Loa torna a vivere nel cuore del Parco dell’Adamello. Si sono infatti conclusi i lavori di demolizione e ricostruzione della storica struttura conosciuta anche come rifugio “Ai Caduti di tutte le guerre”, situata a quota 1170 metri in Valsaviore, nel comune di Berzo Demo, e l’amministrazione comunale ha ufficialmente affidato la gestione del nuovo edificio.
L’intervento arriva dopo il grave incendio del gennaio 2020 che aveva distrutto la copertura e gran parte del primo piano, compromettendo la stabilità dell’edificio e costringendo alla chiusura dello storico presidio montano. La ricostruzione è stata realizzata grazie alla collaborazione tra il Comune di Berzo Demo e la Comunità Montana di Valle Camonica, mentre l’appalto è stato gestito da City Green Light. Il valore complessivo dell’opera supera i 917 mila euro.
“La conclusione dei lavori e l’affidamento della gestione del nuovo Rifugio Loa rappresentano un momento molto importante per tutta la comunità di Berzo Demo e della Valsaviore”, dichiara Giovan Battista Bernardi, Sindaco di Berzo Demo. “Dopo anni complessi e un lungo percorso progettuale, restituiamo finalmente prospettiva a un luogo simbolo per il territorio, profondamente legato alla nostra storia, alla memoria e alla frequentazione della montagna. Il nuovo rifugio è uno spazio più moderno, accessibile e integrato nel contesto naturale, pensato per accogliere escursionisti, famiglie e visitatori valorizzando al tempo stesso il patrimonio ambientale e turistico dell’Adamello”.
Un rifugio che guarda alla montagna e al territorio
Negli anni successivi all’incendio il futuro del Rifugio Loa era stato al centro di un acceso dibattito. Archiviata l’ipotesi di una struttura dal design fortemente contemporaneo, il progetto definitivo ha scelto una strada diversa, puntando su un’architettura maggiormente integrata nel paesaggio alpino e condivisa con il territorio.
Il nuovo edificio è stato realizzato con sistemi prefabbricati in legno XLAM distribuiti su due livelli e con il recupero parziale dei materiali provenienti dalla demolizione della struttura originaria. Legno e pietra locale sono stati utilizzati come materiali principali per mantenere continuità con il contesto architettonico e ambientale dell’Adamello.
Una struttura più accessibile e accogliente
Classificato come rifugio escursionistico, il nuovo Loa è stato progettato con particolare attenzione all’accessibilità. L’ingresso è privo di barriere architettoniche e un montascale consente di raggiungere il piano superiore anche alle persone con disabilità.
La struttura dispone di una cucina con bar aperto al pubblico, una sala ristorante da circa cinquanta posti e ulteriori spazi esterni dedicati alla ristorazione. Al piano superiore trovano posto camere capaci di ospitare fino a 13-15 persone. È stato inoltre realizzato un bivacco utilizzabile durante il periodo di chiusura stagionale del rifugio.
Tra memoria e turismo
Il Rifugio Loa rappresenta anche un importante punto di riferimento per la frequentazione turistica dell’area. La struttura sorge infatti lungo una rete di percorsi escursionistici di particolare interesse storico e naturalistico, tra cui il Sentiero della Memoria, itinerario di circa 5,5 chilometri che attraversa testimonianze della Prima Guerra Mondiale come trincee, gallerie, fortini e postazioni d’artiglieria scavate nella roccia.
Con la conclusione dei lavori e l’avvio della nuova gestione si chiude così una lunga fase di ricostruzione e si riapre una pagina importante per uno dei luoghi simbolo della Valsaviore e dell’Adamello.