
Mentre il Nepal celebrava il 73° anniversario della prima salita dell’Everest da parte di Tenzing Norgay e Sir Edmund Hillary, a Kathmandu è emerso anche un tema che potrebbe influenzare il futuro dell’alpinismo himalayano.
L’International Sagarmatha Day, celebrato ogni anno il 29 maggio, è stato come sempre un momento di festa per il mondo della montagna nepalese. Una sfilata ha attraversato il centro della capitale e una cerimonia ufficiale ha riunito rappresentanti delle istituzioni, operatori turistici, guide e alpinisti. Ma accanto ai riconoscimenti e alle celebrazioni è arrivato anche un messaggio politico molto chiaro.
La Nepal Mountaineering Association (NMA), storica organizzazione che da decenni rappresenta il settore alpinistico del Paese, ha chiesto pubblicamente al Parlamento di non ridurne il ruolo nella nuova legge sul turismo attualmente in discussione.
I premi ai protagonisti della stagione
Nel corso della cerimonia, presieduta dal ministro della Cultura, del Turismo e dell’Aviazione Civile Khadak Raj Paudel, sono stati premiati alcuni dei protagonisti più significativi della stagione himalayana 2026.
Tra loro naturalmente c’era Kami Rita Sherpa, che poche settimane fa ha portato a 32 il numero delle sue ascensioni dell’Everest, consolidando ulteriormente il record mondiale. Riconoscimento anche per Lhakpa Sherpa, che con undici vette mantiene il primato femminile sulla montagna più alta della Terra.
L’International Sagarmatha Award è stato assegnato a Pasang Dawa Sherpa per la sua 31ª salita dell’Everest, mentre la fotografa e alpinista Purnima Shrestha ha ricevuto il premio dedicato alle donne alpiniste dopo aver raggiunto tre volte la vetta nella stessa stagione.
Premi e attestati sono stati consegnati anche ai membri delle squadre che hanno fissato le corde su Everest e Lhotse, il lavoro spesso invisibile che ogni primavera rende possibile la salita di centinaia di alpinisti.
“Non toglieteci i diritti riconosciuti dalla legge”
È però l’intervento di Fur Gelje Sherpa, presidente della Nepal Mountaineering Association, ad aver attirato l’attenzione degli osservatori.
Approfittando della visibilità dell’Everest Day, Fur Gelje ha chiesto al governo di mantenere nella nuova normativa tutte le prerogative che l’associazione possiede da decenni.
“La NMA ha sostenuto a lungo il Governo del Nepal in diversi ambiti del settore alpinistico. Riconoscendo questo contributo, il governo aveva inserito specifiche disposizioni a favore della nostra organizzazione nella legge sul turismo”, ha dichiarato.
Secondo la NMA, alcune di queste disposizioni non comparirebbero nella bozza della nuova legge attualmente in fase di discussione parlamentare. “Chiediamo rispettosamente al Governo del Nepal di mantenere anche nella nuova legislazione tutte le norme che riguardano la Nepal Mountaineering Association”, ha aggiunto il presidente.
Una questione che vale molto più dell’Everest Day
Dietro questa richiesta si nasconde una questione tutt’altro che marginale. La Nepal Mountaineering Association non è infatti soltanto un’associazione di categoria. Da anni gestisce i permessi di 27 trekking peak, organizza corsi di formazione tecnica, promuove il turismo alpinistico nepalese all’estero e rappresenta uno degli interlocutori più influenti del settore.
In un Paese dove l’alpinismo genera milioni di dollari ogni anno e costituisce una parte importante dell’economia turistica, il controllo delle competenze, delle autorizzazioni e delle entrate legate alla montagna è un tema estremamente delicato.